domenica 1 aprile 2018

Bergoglio, islam e le omissioni con la polizia

Papa Francesco ha ringraziato la polizia   che sorveglia San Pietro:

"Lavorate per custodire la gente e me, non so come ringraziarvi", custodite e proteggete, "
che non ci sia qualche pazzo che fa una strage e che rovina tante famiglie". Così il Papa ha ringraziato, parlando a braccio, la Polizia alla fine dell'udienza 
Il papa oggi ha inoltre espresso tutta la sua "tristezza" per i tragici attacchi a Carcassonne e Trebes. "Condanno nuovamente questi atti di violenza indiscriminata che causano tanta sofferenza, facendo diversi vittime" dice il papa 
Bisogna ricordare al papa che la violenza di chi ha ucciso a Carcassone, non è indiscriminata, ma si tratta di martiri ISLAMICI che compiono il loro dovere di uccidere infedeli e, morendo in azione, 
guadagnano così il paradiso, che è incerto per tutti gli altri musulmani.
NON SONO PAZZI, la violenza che praticano da secoli è lo stato delle cose in Medio Oriente. 
Nella teologia islamica i cristiani sono dhimmi, e devono pagare la tassa di protezione per sopravvivere. Protezione da cosa? Bergoglio, prova a domandarlo al tuo amico rettore dell'università di al Azhar.
Il martire islamico non "rovina le famiglie". Farsi saltare per aria provocando una strage non è principalmente un problema  per le famiglie, ma per la vita e l'esistenza. Un altro artificio retorico da gesuita per spostare e minimizzare l'impatto del fenomeno.
Aggiungo che il terrorismo islamico sta pesantemente condizionando la vita dei cristiani già da ora, in Europa. Tutte le principali chiese e piazze sono sotto sorveglianza da tempo, con spese ingenti che potrebbero essere meglio indirizzate.
I pazzi sono sempre esistiti in tutte le società, ma la sorveglianza armata di chiese (e sinagoghe) è un fenomeno recente, da quando l'islam è presente in Italia. Non è dovuto alla pazzia, ma al Corano e alle indicazioni di Maometto. 
E' di questo che  dovrebbe discutere il papa con i rappresentanti della "religione della pace" e con la polizia, non raccontare le solite panzane e omissioni.
Ovviamente non tutti i musulmani sono terroristi, molti di loro non prendono sul serio il Corano o non conoscono la vita e le indicazioni di Maometto, ma il martire islamico prende sul serio i suoi testi sacri. 
Una volta tanto Bergoglio legga qualcosa, parli da informato, se li faccia spiegare da qualche cristiano mediorientale e la smetta di nascondere e offuscare la realtà.

giovedì 29 marzo 2018

“E’ un onore essere chiamato rivoluzionario”

Papa Francesco si vanta che

“E’ un onore essere chiamato rivoluzionario”

e nell'ennesima intervista a Scalfari prosegue esponendo le sue tesi sulla creazione e sull'inesistenza dell'inferno e la distruzione delle anime.

Io pensavo che il papa avesse il compito di conservare e trasmettere il deposito della fede apostolica, invece Bergoglio ha il compito di inventarsi nuove dottrine e riproporre antiche eresie.

Ma i cristiani sono tenuti a dargli retta? Secondo me no. Se il papa non svolge il suo compito dovrebbe avere l'onestà morale e intellettuale di dimettersi e andare  a fare altro. Non avrebbe mai dovuto accettare di fare il papa.


giovedì 22 febbraio 2018

Il magistero del papa?

Ho avuto un interessante confronto di opinioni con alcuni lettori del bog Stilum Curiae di Marco Tosatti a proposito del papa e del magistero connesso.Lo riporto


Primo interlocutore Lo spettro di QC.di seguito QC

QC
...i cattolici sono FEDELI al Papa, per quanto fetente possa essere, perché lo riconoscono come l’uomo consacrato dallo Spirito Santo per svolgere la funzione di Vicario di Cristo e Capo visibile della Chiesa. 

Mia osservazione:
EA
La fedeltà non è assoluta. Il papa non è un feticcio da adorare al posto di Dio. Giovanni il Teologo (non Tucho Fernandez o il gesuita Sosa) dichiara: “Le pecore ascoltano la sua voce… le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei”
Quando Bergoglio smetterà di tradire il vangelo e sostituirlo con le sue ossessioni e “novità”, allora le pecore riconosceranno la voce del pastore. 


“Lo Spirito Santo infatti, non è stato promesso ai successori di Pietro per rivelare, con la sua ispirazione, una nuova dottrina, ma per custodire con scrupolo e per far conoscere con fedeltà, con la sua assistenza, la rivelazione trasmessa dagli Apostoli, cioè il deposito della fede.” (Costituzione dogmatica Pastor Aeternus, 18/07/1870)

Interveniva una terza persona
A
concordo : il papa non è un feticcio da adorare al posto di Dio… questo è la cosa fondamentale.
Ma in una delle lettere ai Tessalonicesi viene profetizzato il tempo della grande Apostasia, quando un uomo si siederà nel tempio e si farà adorare come se fosse Dio… non potrebbe essere oggi quel tempo ?
Voi sperate che quel tempo non sia oggi… ma vi ricordo che, nella storia della Chiesa c’è una rottura che risale al 1870, quando, in modo piuttosto fortunoso venne proclamata l’infallibilità papale.

Io replicavo
EA
Non vedo la rottura. Il Concilio Vaticano I ha definito (cioè limitato) i confini dell’infallibilità papale, in quel modo molto elegante e asciutto che ho riportato sopra. Il ministero del papa è quello di conservare e trasmettere il deposito della fede. Non è quello di cambiare paradigmi, fare sorprese, sbaciucchiare bambini, ostentare misericordia e umiltà, rilasciare interviste in aereo, insultare a destra e a manca, manipolare sinodi e assemblee episcopali, iniziare processi, fare il politicante di infima categoria, raccontare bugie contraddittorie e bugie per coprire bugie fino a rasentare il ridicolo.
Se, putacaso, un papa si comportasse così , gli ritireremmo la nostra fiducia e sopporteremo la tribolazione ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza (cit) .

In conclusione, se il papa decide, più o meno consapevolmente, di sospendere la sua attività magisteriale per fare altro, non possiamo fare altro che prenderne atto e aspettare tempi migliori. Nel frattempo diremo che il papa sbaglia.

Replica di QC
EA, come spesso ti succede confondi piani. Il CV I limita l’infallibilità; non restringe l’attività del Pontefice al magistero infallibile. Se il tuo ragionamento fosse valido, il Papa non dovrebbe più nemmeno mangiare e bere perché non previsto dalla Costituzione citata. E il beato Estensore della Costituzione non avrebbe potuto fare il Non Expedit, non essendo atto magisteriale infallibile.
Invece di citare la Pastor Aeternus ad usum delphini, riportalo intero quel passaggio e rifletti molto bene su come prosegue:


“Fu proprio questa dottrina apostolica che tutti i venerabili Padri abbracciarono e i santi Dottori ortodossi venerarono e seguirono, BEN SAPENDO CHE QUESTA SEDE DI SAN PIETRO SI MANTIENE SEMPRE IMMUNE DA OGNI ERRORE in forza della divina promessa fatta dal Signore, nostro Salvatore, al Principe dei suoi discepoli: “Io ho pregato per te, perché non venga meno la tua fede, e tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli”. Questo indefettibile carisma di verità e di fede fu dunque divinamente conferito a Pietro e ai suoi successori in questa Cattedra…”.


Queste parole sono la base della definizione dell’infallibilità, ma non si esauriscono in essa.
Saluti.


Interveniva un quarto, GG
GG 
@ QC (21.02.18/11:52 a.m.)
Nel suo posting del 20.02.18/8:52 p.m., cui Lei nel
sopraindicato posting risponde, Ecclesia afflicta
non restringe affatto l’attivitá del Pontefice al magistero infallibile, come Lei lo accusa di fare.
Quindi la Sua critica, accentuando peraltro elementi risaputi e ricorrendo ad elementi del tutto banali, va completamente a vuoto.
Per non vedere (e dover rispondere al) la critica del tutto pertinente che EA fá al Bergoglio, Lei gli costruisce a Sua misura un posting che EA non ha scritto, per poterlo refutare tanto piú facilmente.
Fá parte della Sua tecnica fondamentalmente diffamatoria e sofistica, giá nota, QC.
La Sua é una banalissima “petitio principii”.
Il gentile lettore giudichi se quanto dico é vero o no.
Ecclesia afflitta nel posting sopraindicato dice, riguardo al ministero del papa, tre cose:
(1) Il Vaticanum I “ha definito (cioé limitato)
i confini dell’infallibilitá papale”. Il che é indiscusso.
(2) “Il ministero del Papa é quello di conservare e trasmettere il deposito della fede.” E anche questo é indiscusso.
Faciamo notare lepalissianamente che conservare
e trasmettere il deposito della fede non significa
esercitare esclusivamente il magistero infallibile,
come Lei, erroneamente, accusa EA di aver detto.
(3) “Se il papa decidesse di sospendere la sua attivitá
magisteriale …”.
Ecclesia afflicta non dice “la sua attivitá magisteriale infallibile”, come Lei suppone che abbia detto, ma semplicemente “la sua attivitá magisteriale”.
La quale, si sá, non consiste esclusivamente nell’esercizio del magistero infallibile.
Ecclesia afflicta non cita, infine, il “Pastor Aeternus” ad usum delfini, come Lei lo accusa di fare: non lo cita affatto né “expressis verbis” né parafrasandolo.
Vede il gentile lettore una citazione di “Pastor Aeternus” nel posting di Ecclesia afflicta sopraindicato?
Legga, se crede, il posting di Ecclesia afflicta “sine ira et studio” e sia meno fantasioso nel fargli dire cose che lui non ha detto per poterle tanto piú facilmente refutare.
Un giochetto per bambini cretini. 


Miio intervento
EA

Grazie G. per il tuo commento. Vorrei aggiungere che ho riletto ciò che mi suggerito l’evanescente interlocutore, e cioè il passo della costituzione dogmatica Pastor Aeternus in cui si approfondisce il ruolo della Sede di Roma. Ho fatto di più, ho letto anche il passo precedente, e cioè che:

È per questo che i Vescovi di tutto il mondo, ora singolarmente ora riuniti in Sinodo, tenendo fede alla lunga consuetudine delle Chiese e salvaguardando l’iter dell’antica regola, specie quando si affacciavano pericoli in ordine alla fede, ricorrevano a questa Sede Apostolica, dove la fede non può venir meno, perché procedesse in prima persona a riparare i danni ”

 
Aggiungerei quindi due punti a quelli già precedentemente elencati: primo, che il ruolo del papa, “per lunga consuetudine e antica regola”, è di riparare i danni causati alla fede, non di cambiare paradigmi e promuovere rivoluzioni culturali teologiche. La sede di Pietro ha il ruolo di conservare, fungere da remora, riconoscere e vagliare i carismi altrui. Innocenzo III ha riconosciuto il carisma di San Francesco, non si è messo lui a fare il fraticello hippy, perchè il papa non ha il ministero della profezia, ma del Governo della Chiesa.


Il secondo punto, relativo a ciò che cita QC, è che Pietro deve prima convertirsi per confermare i fratelli. Ci sono stati pessimi papi che hanno fatto di testa loro, alcuni di questi hanno perfino professato mezze eresie o eresie intere, altri hanno governato malissimo la chiesa, simoniaci ecc.
Questi papi, magari, perché costretti da forze esterne o perché personalmente limitati, hanno di fatto sospeso la loro attività magisteriale. Non mi risulta che la Sede di Roma abbia mai imposto in modo autorevolmente infallibile alla chiesa successiva le loro personali allucinazioni.


Venendo a Bergoglio, è evidente che il soggetto ha scarsa autorevolezza. Quando parla a ruota libera non si capisce in chi o che cosa creda. Quando si esprime in modo più formale e “autorevole” è volutamente ambiguo e confuso. Per lui si tratta di tatticismo per far inghiottire alla chiesa i bocconi indigesti della sua ideologia, secondo la sua contorta e piuttosto disonesta teoria del “tempo superiore allo spazio”, perché dopo di lui “la chiesa non sia più come prima” (inquietante hybris pontificia!).
Per i cattolici l’ambiguità e il basso livello di autorevolezza delle sue esternazioni è provvidenziale salvaguardia divina. I suoi verbosi e superflui documenti verranno dimenticati dai posteri, o comunque letti attraverso la lente del deposito perenne della fede. Quando al Vaticano I si afferma (tu usi le addirittura le maiuscole, caro il mio spettro iperpapista) che la SEDE DI SAN PIETRO SI MANTIENE SEMPRE IMMUNE DA OGNI ERRORE, si riferisce al magistero infallibile, perché di errori “fallibili” è piena la storia della Chiesa.




giovedì 4 gennaio 2018

Vite parallele: Maometto e San Paolo

Vorrei segnalare un'interessante playlist di video  che sviluppa in parallelo le vite di Maometto e di San Paolo.
Sono estremamente interessanti, sono in inglese e realizzati da un cristiano evangelico, David Wood, che ho già citato in questo blog:

playlist Maometto e San Paolo

Mi viene spontanea una considerazione: questi video  sono l'opposto del magistero di papa Francesco. Il loro autore è una persona seria, giovane, colta, che ha studiato in modo approfondito sia la teologia cristiana che quella musulmana, che conosce la Bibbia e il Corano e gli hadith e che dialoga e dibatte con i musulmani in modo serio e utile, andando a fondo alle questioni e anche convinto che la fede cristiana sia superiore all'islam, non per razzismo e presunzione, ma perché il Vangelo è per tutti e non va tenuto nascosto in nome di un'inutile armonia delle religioni e un finto dialogo che occulta i punti importanti di differenza. Alla preparazione unisce una logica e una coerenza di pensiero notevoli. Per chi capisce l'inglese l'ascolto è molto interessante e, pur trattando temi complessi, per niente pesante. In rete ci sono molti suoi dibattiti fatti con teologi musulmani su temi fondamentali (Gesù era musulmano? la Trinità, il Corano vs la Bibbia ecc)

Papa Francesco, al contrario,  è  impreparato culturalmente e teologicamente,  non conosce la Scrittura  e tantomeno il Corano, blatera di cose che non conosce proiettando sulle altre religioni la sua ignoranza, invita a non fare proseliti, a non andare in missione verso i musulmani e a dare le ragioni della propria fede (l'apologia per lui è un peccato gravissimo). Tratta la teologia cristiana con disprezzo, deride la Trinità. Dubito che abbia studiato seriamente la dottrina cristiana, peraltro mi pare che sostenga tesi del tipo "la vita è superiore alla dottrina", una sorta di primato dell'azione e della prassi che in bocca a lui suona un po' come una giustificazione di chi non vuole avere vincoli in ciò che dice, nemmeno la preoccupazione di giustificare le proprie affermazioni da un punto di vista logico, storico,  culturale, filosofico o teologico  (troppa fatica!). E' sufficiente un po' di sociologismo gesuita e di retorica demagogica peronista.

In conclusione  Papa Francesco non è preparato per il suo ministero, non ha nemmeno portato a termine i suoi studi, non ha neppure la patente e non sa nessuna lingua straniera oltre all'italiano, cosa veramente limitante per un papa del XXI secolo.
David Wood è evangelico, ma il confronto con l'islam, che nega esplicitamente il messaggio del Nuovo Testamento e della tradizione profetica ebraica, lo ha portato ad approfondire i fondamenti della fede comuni a tutte le confessioni cristiane. In un certo senso è un evangelico ortodosso. Papa Francesco è cattolico, ma la sua presunzione e la sua scarsa cultura e disprezzo per la tradizione teologica cattolica rendono invece incerto e inaffidabile il suo magistero. Mentre ascolto volentieri David Wood, non perdo tempo ad ascoltare le esternazioni improvvisate di papa Francesco.

sabato 30 dicembre 2017

Ah, il gravissimo terrorismo delle chiacchiere!


Come ogni Natale gli islamici che seguono alla lettera gli insegnamenti di Maometto, che predica il terrore per i nemici di Allah, hanno attaccato le chiese copte. Non si tratta solo di attacchi terroristici compiuti da jahdisti "specializzati", la tradizione di assaltare chiese è condivisa anche da gente semplice. Ad esempio  a Giza, poco prima di natale, una folla di musulmani ha assaltato una chiesa per vandalizzarla e distruggerla. Non gente venuta da fuori, ma i "vicini" della minoranza cristiana copta.

Non ho mai sentito papa Francesco criticare apertamente i terroristi musulmani, difendendo i copti cristiani e condannando, con nome e cognome, gli assalitori e la cultura e religione che nutre il terrorismo. Anzi, ha più volte riabadito che anche i cattolici hanno i loro fondamentalisti, anche se in effetti non ho mai sentito di folle di cristiani che attaccano moschee gridando alleluia.

Però papa Francesco condanna con grande veemenza un'altra forma di terrorismo: il pettegolezzo. proprio mentre i copti devono subire gli assalti della religione della pace, i cristiani mediorientali vengono spazzati via dalla loro terra d'origine e nei paesi cosiddetti islamici moderati come il Marocco viene praticata la discriminazione di Stato nei confronti dei non musulmani, il papa per l'enensima volta ribadisce la sua ferma condanna delle chiacchiere come gravissima forma di terrorismo:


"Voi avete sentito cosa dico delle chiacchiere: il chiacchierone è un terrorista, perché fa come i terroristi: butta la bomba, se ne va, la bomba esplode e danneggia tanti altri, con la lingua, quella bomba. Non fare terrorismo! Non fare il terrorismo delle chiacchiere, per favore. "

I musulmani stiano tranquilli, i copti si arrangino. Maometto non verrà mai criticato dal papa per avere ispirato i continui attacchi di terrorismo e violenza che da quattordici secoli hanno decimato le popolazioni cristiane sottomesse e oppresse dall'Islam. In compenso parole di fuoco contro il gossip!

martedì 5 dicembre 2017

Il papa elogia il Bangladesh



Leggo dal sito Duc in Altum il resoconto dell'intervista dettagliata nel volo di ritorno dal Bangladesh:

"Proprio a proposito dei rohingya, Francesco ha fatto un’affermazione che apre un altro problema. Accennando presumibilmente ai terroristi rohingya (ovvero all’ARSA, Arakan Rohingya Salvation Army, organizzazione responsabile di attentati contro le postazioni della polizia del Myanmar), ha sostenuto che i rohingya sono «gente di pace» e che «questi che si sono arruolati nell’Isis, benché siano rohingya, sono un gruppetto fondamentalista piccolino»
 ...
Circa i collegamenti tra i rohingya e il terrorismo Francesco ha poi detto:  «Come in tutte le etnie e tutte le religioni, c’è sempre anche un gruppo fondamentalista. Anche noi cattolici ne abbiamo».

 Il papa elogia il Bangladesh: un esempio per tutti:

"Dopo tanti contatti col governo e con la Caritas, il governo ha permesso ai Rohingya di viaggiare, è lui che li protegge e dà loro ospitalità, e quello che fa il Bangladesh per loro è grande, è un esempio di accoglienza. Un paese piccolo povero che ha ricevuto 700mila persone… Penso ai Paesi che chiudono le porte!"

Nella classifica di Porte Aperte, (Filiale italiana di Opendoors, organizzazione che si occupa di persecuzione della cristiani nel mondo) il Bangladesh è il 26 nella classifica mondiale dei paesi persecutori  di cristiani, con trend in aumento, in una categoria di persecuzione "Molto elevata", in compagnia di altri paesi islamici noti per l'intolleranza e il fanatismo come Arabia Saudita, Libia , Egitto, Palestina. Ma per il papa non conta. Il suo scopo è proporsi come papa di tutti, cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, e dire le cose sgradevoli ai musulmani può disturbare il suo obiettivo. Tanto peggio per i cristiani.


Sul fatto che il terrorismo islamico sia per papa Francesco un fatto irrilevante, da non tenere in conto perchè c'è anche il terrorismo cristiano (sono infatti cristiani quelli che vanno in giro con i camion ad investire gli infedeli), il papa ha  avuto modo di  approfondire qual è la forma di terrorismo veramente pericolosa: LE CHIACCHIERE!

«Ieri abbiamo ringraziato Dio per l’esempio che dà il Bangladesh nel dialogo interreligioso» ha detto Francesco, citando tra gli applausi la frase pronunciata dal cardinale Jean-Louis Tauran, che nel 2010 aveva definito questo Paese il migliore esempio di armonia nel dialogo interreligioso. «Facciamo il contrario nel dialogo interno alla nostra fede, alla nostra confessione cattolica, alle nostre comunità? Anche in questo il Bangladesh deve essere esempio di armonia! Ci sono molti nemici dell’armonia, tanti! Mi piace menzionarne uno che basta come esempio: qualcuno mi può criticare perché sono ripetitivo in questo. Però per me è fondamentale: il nemico dell’armonia in una comunità religiosa è lo spirito delle chiacchiere!». 

Quindi, se uccidete un infedele perché non crede nel vostro profeta o crede in modo che a voi non piace, non siete veramente responsabili, tanto fanno un po' tutti così, mal comune mezzo gaudio, siamo tutti colpevoli. Se invece chiacchierate, allora il peccato è imperdonabile.

Prosegue infatti il papa:
Quello che distrugge una comunità è parlare male degli altri, sottolineare i difetti dell’altro, ma non dirli a lui, dirli a un altro, e così creare un ambiente senza pace con divisione. Mi piace definire questo spirito delle chiacchiere come terrorismo. Perché quello che va a parlare male di un altro, non lo dice pubblicamente. Perché il terrorista non dice pubblicamente: sono un terrorista! Quello che va a parlare male di un altro, tira la bomba e se ne va. E la bomba distrugge, lui va tranquillo a tirare un’altra bomba. Quando avete voglia di parlar male di un altro, mordetevi la lingua… Così non farete danno ai vostri fratelli e sorelle». 

Soprattutto se l'oggetto della critica è lui, papa Francesco, che detesta il parlare chiaro e il confronto, ma finge di esortare alla parresia e al  dialogo. Sempre che gli si dia ragione, però.

domenica 3 dicembre 2017

Il Papa afferma il contrario di San Pietro

Papa Francesco dà il meglio (o il peggio) di sè nelle interviste estemporanee in aereo. In queste circostanze ciò che dice spesso è più vicino a ciò che pensa veramente e rende più comprensibili i suoi atti da Papa. Dal ritorno dal viaggio in Birmania ha risposto così alla domanda che gli è stata posta sull'evangelizzazione;
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Domanda: C'è opposizione fra evangelizzare e dialogo interreligioso? Qual è la priorità, evangelizzare o dialogare per la pace?

 Bergoglio: "Prima distinzione. Evangelizzare non è fare proselitismo. La Chiesa cresce non per proselitismo ma per attrazione, cioè per testimonianza, lo ha detto Benedetto XVI. Evangelizzare è testimoniare come vivere il Vangelo e in questa testimonianza ci sono conversioni. Ma noi non siamo entusiasti di fare subito le conversioni. Se vengono, si parla, per cercare che sia la risposta a qualcosa che lo Spirito ha mosso nel cuore davanti alla testimonianza del cristiano. Nel pranzo coi giovani a Cracovia uno mi ha chiesto: cosa devo dire a un compagno di università amico bravo ma che è anche ateo? Cosa devo dirgli per cambiarlo, per convertirlo? La risposta è stata questa: l'ultima cosa che devi fare è dire qualcosa. Tu vivi il tuo Vangelo e se lui ti domanda perché gli puoi spiegare perché lo fai e lascia che lo Spirito Santo lo attiri. Questa è la forza: la mitezza dello Spirito Santo. Non è un convincere mentalmente con spiegazioni apologetiche. Noi siamo testimoni del Vangelo. Il proselitismo non è Vangelo".
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Con queste affermazioni il papa non solo non è più cattolico, ma non è neppure cristiano.

Cosa dice il Vangelo in proposito?
Gesù dà il mandato di andare per il mondo, predicare il vangelo e battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Non di Allah, di Budda, di Baal o di Zeus. Non dice di dialogare in nome dell'amore, creare armonia fra le varie religioni, invitare i vari leaders religiosi a fare dichiarazioni comuni, e tutti assieme spargere l'oppio delle religioni fra i popoli.

Cosa dicono gli apostoli, in particolare San Pietro, di cui il papa dovrebbe essere il successore?
La Prima Lettera di Pietro tratta esplicitamente il tema, e dice l'esatto opposto di quanto afferma l'antimagistero di Bergoglio.

"Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto,  con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.  È meglio infatti, se così vuole Dio, soffrire operando il bene che facendo il male."

"pronti sempre a rispondere" alla lettera: pronti sempre all'apologia

Penso che si possano fare due ipotesi:
  1. O il Papa è talmente ignorante che non ha mai letto la Lettera di Pietro (e ne occupa la cattedra!!). Può darsi, se vediamo gli uomini che si è scelto come Mons Galantino, che ha cooptato a segretario della Cei, il quale ha fatto una predica in cui si affermava che Sodoma non è mai stata distrutta.
  2. Oppure non crede più al Vangelo e alla Scrittura. Anche questa è un'ipotesi possibile, dato che ha promosso a generale dei gesuiti Sosa, che  ha affermato pubblicamente che crede in ciò che dice Bergoglio ma non alla parola di Gesù, perché non c'erano registratori all'epoca.
 In cosa crede Bergoglio? 
 Non si capisce bene e neppure interessa più di tanto. E' certo che non crede nel Vangelo e nella parola degli apostoli.
Il rifiuto della missione della chiesa e della ragionevolezza della fede mi sembra ancora più grave delle sue noticine ambigue sulle sue pseudoencicliche. Andrebbe corretto immediatemente anche su questo punto.