giovedì 22 febbraio 2018

Il magistero del papa?

Ho avuto un interessante confronto di opinioni con alcuni lettori del bog Stilum Curiae di Marco Tosatti a proposito del papa e del magistero connesso.Lo riporto


Primo interlocutore Lo spettro di QC.di seguito QC

QC
...i cattolici sono FEDELI al Papa, per quanto fetente possa essere, perché lo riconoscono come l’uomo consacrato dallo Spirito Santo per svolgere la funzione di Vicario di Cristo e Capo visibile della Chiesa. 

Mia osservazione:
EA
La fedeltà non è assoluta. Il papa non è un feticcio da adorare al posto di Dio. Giovanni il Teologo (non Tucho Fernandez o il gesuita Sosa) dichiara: “Le pecore ascoltano la sua voce… le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei”
Quando Bergoglio smetterà di tradire il vangelo e sostituirlo con le sue ossessioni e “novità”, allora le pecore riconosceranno la voce del pastore. 


“Lo Spirito Santo infatti, non è stato promesso ai successori di Pietro per rivelare, con la sua ispirazione, una nuova dottrina, ma per custodire con scrupolo e per far conoscere con fedeltà, con la sua assistenza, la rivelazione trasmessa dagli Apostoli, cioè il deposito della fede.” (Costituzione dogmatica Pastor Aeternus, 18/07/1870)

Interveniva una terza persona
A
concordo : il papa non è un feticcio da adorare al posto di Dio… questo è la cosa fondamentale.
Ma in una delle lettere ai Tessalonicesi viene profetizzato il tempo della grande Apostasia, quando un uomo si siederà nel tempio e si farà adorare come se fosse Dio… non potrebbe essere oggi quel tempo ?
Voi sperate che quel tempo non sia oggi… ma vi ricordo che, nella storia della Chiesa c’è una rottura che risale al 1870, quando, in modo piuttosto fortunoso venne proclamata l’infallibilità papale.

Io replicavo
EA
Non vedo la rottura. Il Concilio Vaticano I ha definito (cioè limitato) i confini dell’infallibilità papale, in quel modo molto elegante e asciutto che ho riportato sopra. Il ministero del papa è quello di conservare e trasmettere il deposito della fede. Non è quello di cambiare paradigmi, fare sorprese, sbaciucchiare bambini, ostentare misericordia e umiltà, rilasciare interviste in aereo, insultare a destra e a manca, manipolare sinodi e assemblee episcopali, iniziare processi, fare il politicante di infima categoria, raccontare bugie contraddittorie e bugie per coprire bugie fino a rasentare il ridicolo.
Se, putacaso, un papa si comportasse così , gli ritireremmo la nostra fiducia e sopporteremo la tribolazione ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza (cit) .

In conclusione, se il papa decide, più o meno consapevolmente, di sospendere la sua attività magisteriale per fare altro, non possiamo fare altro che prenderne atto e aspettare tempi migliori. Nel frattempo diremo che il papa sbaglia.

Replica di QC
EA, come spesso ti succede confondi piani. Il CV I limita l’infallibilità; non restringe l’attività del Pontefice al magistero infallibile. Se il tuo ragionamento fosse valido, il Papa non dovrebbe più nemmeno mangiare e bere perché non previsto dalla Costituzione citata. E il beato Estensore della Costituzione non avrebbe potuto fare il Non Expedit, non essendo atto magisteriale infallibile.
Invece di citare la Pastor Aeternus ad usum delphini, riportalo intero quel passaggio e rifletti molto bene su come prosegue:


“Fu proprio questa dottrina apostolica che tutti i venerabili Padri abbracciarono e i santi Dottori ortodossi venerarono e seguirono, BEN SAPENDO CHE QUESTA SEDE DI SAN PIETRO SI MANTIENE SEMPRE IMMUNE DA OGNI ERRORE in forza della divina promessa fatta dal Signore, nostro Salvatore, al Principe dei suoi discepoli: “Io ho pregato per te, perché non venga meno la tua fede, e tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli”. Questo indefettibile carisma di verità e di fede fu dunque divinamente conferito a Pietro e ai suoi successori in questa Cattedra…”.


Queste parole sono la base della definizione dell’infallibilità, ma non si esauriscono in essa.
Saluti.


Interveniva un quarto, GG
GG 
@ QC (21.02.18/11:52 a.m.)
Nel suo posting del 20.02.18/8:52 p.m., cui Lei nel
sopraindicato posting risponde, Ecclesia afflicta
non restringe affatto l’attivitá del Pontefice al magistero infallibile, come Lei lo accusa di fare.
Quindi la Sua critica, accentuando peraltro elementi risaputi e ricorrendo ad elementi del tutto banali, va completamente a vuoto.
Per non vedere (e dover rispondere al) la critica del tutto pertinente che EA fá al Bergoglio, Lei gli costruisce a Sua misura un posting che EA non ha scritto, per poterlo refutare tanto piú facilmente.
Fá parte della Sua tecnica fondamentalmente diffamatoria e sofistica, giá nota, QC.
La Sua é una banalissima “petitio principii”.
Il gentile lettore giudichi se quanto dico é vero o no.
Ecclesia afflitta nel posting sopraindicato dice, riguardo al ministero del papa, tre cose:
(1) Il Vaticanum I “ha definito (cioé limitato)
i confini dell’infallibilitá papale”. Il che é indiscusso.
(2) “Il ministero del Papa é quello di conservare e trasmettere il deposito della fede.” E anche questo é indiscusso.
Faciamo notare lepalissianamente che conservare
e trasmettere il deposito della fede non significa
esercitare esclusivamente il magistero infallibile,
come Lei, erroneamente, accusa EA di aver detto.
(3) “Se il papa decidesse di sospendere la sua attivitá
magisteriale …”.
Ecclesia afflicta non dice “la sua attivitá magisteriale infallibile”, come Lei suppone che abbia detto, ma semplicemente “la sua attivitá magisteriale”.
La quale, si sá, non consiste esclusivamente nell’esercizio del magistero infallibile.
Ecclesia afflicta non cita, infine, il “Pastor Aeternus” ad usum delfini, come Lei lo accusa di fare: non lo cita affatto né “expressis verbis” né parafrasandolo.
Vede il gentile lettore una citazione di “Pastor Aeternus” nel posting di Ecclesia afflicta sopraindicato?
Legga, se crede, il posting di Ecclesia afflicta “sine ira et studio” e sia meno fantasioso nel fargli dire cose che lui non ha detto per poterle tanto piú facilmente refutare.
Un giochetto per bambini cretini. 


Miio intervento
EA

Grazie G. per il tuo commento. Vorrei aggiungere che ho riletto ciò che mi suggerito l’evanescente interlocutore, e cioè il passo della costituzione dogmatica Pastor Aeternus in cui si approfondisce il ruolo della Sede di Roma. Ho fatto di più, ho letto anche il passo precedente, e cioè che:

È per questo che i Vescovi di tutto il mondo, ora singolarmente ora riuniti in Sinodo, tenendo fede alla lunga consuetudine delle Chiese e salvaguardando l’iter dell’antica regola, specie quando si affacciavano pericoli in ordine alla fede, ricorrevano a questa Sede Apostolica, dove la fede non può venir meno, perché procedesse in prima persona a riparare i danni ”

 
Aggiungerei quindi due punti a quelli già precedentemente elencati: primo, che il ruolo del papa, “per lunga consuetudine e antica regola”, è di riparare i danni causati alla fede, non di cambiare paradigmi e promuovere rivoluzioni culturali teologiche. La sede di Pietro ha il ruolo di conservare, fungere da remora, riconoscere e vagliare i carismi altrui. Innocenzo III ha riconosciuto il carisma di San Francesco, non si è messo lui a fare il fraticello hippy, perchè il papa non ha il ministero della profezia, ma del Governo della Chiesa.


Il secondo punto, relativo a ciò che cita QC, è che Pietro deve prima convertirsi per confermare i fratelli. Ci sono stati pessimi papi che hanno fatto di testa loro, alcuni di questi hanno perfino professato mezze eresie o eresie intere, altri hanno governato malissimo la chiesa, simoniaci ecc.
Questi papi, magari, perché costretti da forze esterne o perché personalmente limitati, hanno di fatto sospeso la loro attività magisteriale. Non mi risulta che la Sede di Roma abbia mai imposto in modo autorevolmente infallibile alla chiesa successiva le loro personali allucinazioni.


Venendo a Bergoglio, è evidente che il soggetto ha scarsa autorevolezza. Quando parla a ruota libera non si capisce in chi o che cosa creda. Quando si esprime in modo più formale e “autorevole” è volutamente ambiguo e confuso. Per lui si tratta di tatticismo per far inghiottire alla chiesa i bocconi indigesti della sua ideologia, secondo la sua contorta e piuttosto disonesta teoria del “tempo superiore allo spazio”, perché dopo di lui “la chiesa non sia più come prima” (inquietante hybris pontificia!).
Per i cattolici l’ambiguità e il basso livello di autorevolezza delle sue esternazioni è provvidenziale salvaguardia divina. I suoi verbosi e superflui documenti verranno dimenticati dai posteri, o comunque letti attraverso la lente del deposito perenne della fede. Quando al Vaticano I si afferma (tu usi le addirittura le maiuscole, caro il mio spettro iperpapista) che la SEDE DI SAN PIETRO SI MANTIENE SEMPRE IMMUNE DA OGNI ERRORE, si riferisce al magistero infallibile, perché di errori “fallibili” è piena la storia della Chiesa.




giovedì 4 gennaio 2018

Vite parallele: Maometto e San Paolo

Vorrei segnalare un'interessante playlist di video  che sviluppa in parallelo le vite di Maometto e di San Paolo.
Sono estremamente interessanti, sono in inglese e realizzati da un cristiano evangelico, David Wood, che ho già citato in questo blog:

playlist Maometto e San Paolo

Mi viene spontanea una considerazione: questi video  sono l'opposto del magistero di papa Francesco. Il loro autore è una persona seria, giovane, colta, che ha studiato in modo approfondito sia la teologia cristiana che quella musulmana, che conosce la Bibbia e il Corano e gli hadith e che dialoga e dibatte con i musulmani in modo serio e utile, andando a fondo alle questioni e anche convinto che la fede cristiana sia superiore all'islam, non per razzismo e presunzione, ma perché il Vangelo è per tutti e non va tenuto nascosto in nome di un'inutile armonia delle religioni e un finto dialogo che occulta i punti importanti di differenza. Alla preparazione unisce una logica e una coerenza di pensiero notevoli. Per chi capisce l'inglese l'ascolto è molto interessante e, pur trattando temi complessi, per niente pesante. In rete ci sono molti suoi dibattiti fatti con teologi musulmani su temi fondamentali (Gesù era musulmano? la Trinità, il Corano vs la Bibbia ecc)

Papa Francesco, al contrario,  è  impreparato culturalmente e teologicamente,  non conosce la Scrittura  e tantomeno il Corano, blatera di cose che non conosce proiettando sulle altre religioni la sua ignoranza, invita a non fare proseliti, a non andare in missione verso i musulmani e a dare le ragioni della propria fede (l'apologia per lui è un peccato gravissimo). Tratta la teologia cristiana con disprezzo, deride la Trinità. Dubito che abbia studiato seriamente la dottrina cristiana, peraltro mi pare che sostenga tesi del tipo "la vita è superiore alla dottrina", una sorta di primato dell'azione e della prassi che in bocca a lui suona un po' come una giustificazione di chi non vuole avere vincoli in ciò che dice, nemmeno la preoccupazione di giustificare le proprie affermazioni da un punto di vista logico, storico,  culturale, filosofico o teologico  (troppa fatica!). E' sufficiente un po' di sociologismo gesuita e di retorica demagogica peronista.

In conclusione  Papa Francesco non è preparato per il suo ministero, non ha nemmeno portato a termine i suoi studi, non ha neppure la patente e non sa nessuna lingua straniera oltre all'italiano, cosa veramente limitante per un papa del XXI secolo.
David Wood è evangelico, ma il confronto con l'islam, che nega esplicitamente il messaggio del Nuovo Testamento e della tradizione profetica ebraica, lo ha portato ad approfondire i fondamenti della fede comuni a tutte le confessioni cristiane. In un certo senso è un evangelico ortodosso. Papa Francesco è cattolico, ma la sua presunzione e la sua scarsa cultura e disprezzo per la tradizione teologica cattolica rendono invece incerto e inaffidabile il suo magistero. Mentre ascolto volentieri David Wood, non perdo tempo ad ascoltare le esternazioni improvvisate di papa Francesco.

sabato 30 dicembre 2017

Ah, il gravissimo terrorismo delle chiacchiere!


Come ogni Natale gli islamici che seguono alla lettera gli insegnamenti di Maometto, che predica il terrore per i nemici di Allah, hanno attaccato le chiese copte. Non si tratta solo di attacchi terroristici compiuti da jahdisti "specializzati", la tradizione di assaltare chiese è condivisa anche da gente semplice. Ad esempio  a Giza, poco prima di natale, una folla di musulmani ha assaltato una chiesa per vandalizzarla e distruggerla. Non gente venuta da fuori, ma i "vicini" della minoranza cristiana copta.

Non ho mai sentito papa Francesco criticare apertamente i terroristi musulmani, difendendo i copti cristiani e condannando, con nome e cognome, gli assalitori e la cultura e religione che nutre il terrorismo. Anzi, ha più volte riabadito che anche i cattolici hanno i loro fondamentalisti, anche se in effetti non ho mai sentito di folle di cristiani che attaccano moschee gridando alleluia.

Però papa Francesco condanna con grande veemenza un'altra forma di terrorismo: il pettegolezzo. proprio mentre i copti devono subire gli assalti della religione della pace, i cristiani mediorientali vengono spazzati via dalla loro terra d'origine e nei paesi cosiddetti islamici moderati come il Marocco viene praticata la discriminazione di Stato nei confronti dei non musulmani, il papa per l'enensima volta ribadisce la sua ferma condanna delle chiacchiere come gravissima forma di terrorismo:


"Voi avete sentito cosa dico delle chiacchiere: il chiacchierone è un terrorista, perché fa come i terroristi: butta la bomba, se ne va, la bomba esplode e danneggia tanti altri, con la lingua, quella bomba. Non fare terrorismo! Non fare il terrorismo delle chiacchiere, per favore. "

I musulmani stiano tranquilli, i copti si arrangino. Maometto non verrà mai criticato dal papa per avere ispirato i continui attacchi di terrorismo e violenza che da quattordici secoli hanno decimato le popolazioni cristiane sottomesse e oppresse dall'Islam. In compenso parole di fuoco contro il gossip!

martedì 5 dicembre 2017

Il papa elogia il Bangladesh



Leggo dal sito Duc in Altum il resoconto dell'intervista dettagliata nel volo di ritorno dal Bangladesh:

"Proprio a proposito dei rohingya, Francesco ha fatto un’affermazione che apre un altro problema. Accennando presumibilmente ai terroristi rohingya (ovvero all’ARSA, Arakan Rohingya Salvation Army, organizzazione responsabile di attentati contro le postazioni della polizia del Myanmar), ha sostenuto che i rohingya sono «gente di pace» e che «questi che si sono arruolati nell’Isis, benché siano rohingya, sono un gruppetto fondamentalista piccolino»
 ...
Circa i collegamenti tra i rohingya e il terrorismo Francesco ha poi detto:  «Come in tutte le etnie e tutte le religioni, c’è sempre anche un gruppo fondamentalista. Anche noi cattolici ne abbiamo».

 Il papa elogia il Bangladesh: un esempio per tutti:

"Dopo tanti contatti col governo e con la Caritas, il governo ha permesso ai Rohingya di viaggiare, è lui che li protegge e dà loro ospitalità, e quello che fa il Bangladesh per loro è grande, è un esempio di accoglienza. Un paese piccolo povero che ha ricevuto 700mila persone… Penso ai Paesi che chiudono le porte!"

Nella classifica di Porte Aperte, (Filiale italiana di Opendoors, organizzazione che si occupa di persecuzione della cristiani nel mondo) il Bangladesh è il 26 nella classifica mondiale dei paesi persecutori  di cristiani, con trend in aumento, in una categoria di persecuzione "Molto elevata", in compagnia di altri paesi islamici noti per l'intolleranza e il fanatismo come Arabia Saudita, Libia , Egitto, Palestina. Ma per il papa non conta. Il suo scopo è proporsi come papa di tutti, cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, e dire le cose sgradevoli ai musulmani può disturbare il suo obiettivo. Tanto peggio per i cristiani.


Sul fatto che il terrorismo islamico sia per papa Francesco un fatto irrilevante, da non tenere in conto perchè c'è anche il terrorismo cristiano (sono infatti cristiani quelli che vanno in giro con i camion ad investire gli infedeli), il papa ha  avuto modo di  approfondire qual è la forma di terrorismo veramente pericolosa: LE CHIACCHIERE!

«Ieri abbiamo ringraziato Dio per l’esempio che dà il Bangladesh nel dialogo interreligioso» ha detto Francesco, citando tra gli applausi la frase pronunciata dal cardinale Jean-Louis Tauran, che nel 2010 aveva definito questo Paese il migliore esempio di armonia nel dialogo interreligioso. «Facciamo il contrario nel dialogo interno alla nostra fede, alla nostra confessione cattolica, alle nostre comunità? Anche in questo il Bangladesh deve essere esempio di armonia! Ci sono molti nemici dell’armonia, tanti! Mi piace menzionarne uno che basta come esempio: qualcuno mi può criticare perché sono ripetitivo in questo. Però per me è fondamentale: il nemico dell’armonia in una comunità religiosa è lo spirito delle chiacchiere!». 

Quindi, se uccidete un infedele perché non crede nel vostro profeta o crede in modo che a voi non piace, non siete veramente responsabili, tanto fanno un po' tutti così, mal comune mezzo gaudio, siamo tutti colpevoli. Se invece chiacchierate, allora il peccato è imperdonabile.

Prosegue infatti il papa:
Quello che distrugge una comunità è parlare male degli altri, sottolineare i difetti dell’altro, ma non dirli a lui, dirli a un altro, e così creare un ambiente senza pace con divisione. Mi piace definire questo spirito delle chiacchiere come terrorismo. Perché quello che va a parlare male di un altro, non lo dice pubblicamente. Perché il terrorista non dice pubblicamente: sono un terrorista! Quello che va a parlare male di un altro, tira la bomba e se ne va. E la bomba distrugge, lui va tranquillo a tirare un’altra bomba. Quando avete voglia di parlar male di un altro, mordetevi la lingua… Così non farete danno ai vostri fratelli e sorelle». 

Soprattutto se l'oggetto della critica è lui, papa Francesco, che detesta il parlare chiaro e il confronto, ma finge di esortare alla parresia e al  dialogo. Sempre che gli si dia ragione, però.

domenica 3 dicembre 2017

Il Papa afferma il contrario di San Pietro

Papa Francesco dà il meglio (o il peggio) di sè nelle interviste estemporanee in aereo. In queste circostanze ciò che dice spesso è più vicino a ciò che pensa veramente e rende più comprensibili i suoi atti da Papa. Dal ritorno dal viaggio in Birmania ha risposto così alla domanda che gli è stata posta sull'evangelizzazione;
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Domanda: C'è opposizione fra evangelizzare e dialogo interreligioso? Qual è la priorità, evangelizzare o dialogare per la pace?

 Bergoglio: "Prima distinzione. Evangelizzare non è fare proselitismo. La Chiesa cresce non per proselitismo ma per attrazione, cioè per testimonianza, lo ha detto Benedetto XVI. Evangelizzare è testimoniare come vivere il Vangelo e in questa testimonianza ci sono conversioni. Ma noi non siamo entusiasti di fare subito le conversioni. Se vengono, si parla, per cercare che sia la risposta a qualcosa che lo Spirito ha mosso nel cuore davanti alla testimonianza del cristiano. Nel pranzo coi giovani a Cracovia uno mi ha chiesto: cosa devo dire a un compagno di università amico bravo ma che è anche ateo? Cosa devo dirgli per cambiarlo, per convertirlo? La risposta è stata questa: l'ultima cosa che devi fare è dire qualcosa. Tu vivi il tuo Vangelo e se lui ti domanda perché gli puoi spiegare perché lo fai e lascia che lo Spirito Santo lo attiri. Questa è la forza: la mitezza dello Spirito Santo. Non è un convincere mentalmente con spiegazioni apologetiche. Noi siamo testimoni del Vangelo. Il proselitismo non è Vangelo".
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Con queste affermazioni il papa non solo non è più cattolico, ma non è neppure cristiano.

Cosa dice il Vangelo in proposito?
Gesù dà il mandato di andare per il mondo, predicare il vangelo e battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Non di Allah, di Budda, di Baal o di Zeus. Non dice di dialogare in nome dell'amore, creare armonia fra le varie religioni, invitare i vari leaders religiosi a fare dichiarazioni comuni, e tutti assieme spargere l'oppio delle religioni fra i popoli.

Cosa dicono gli apostoli, in particolare San Pietro, di cui il papa dovrebbe essere il successore?
La Prima Lettera di Pietro tratta esplicitamente il tema, e dice l'esatto opposto di quanto afferma l'antimagistero di Bergoglio.

"Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto,  con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.  È meglio infatti, se così vuole Dio, soffrire operando il bene che facendo il male."

"pronti sempre a rispondere" alla lettera: pronti sempre all'apologia

Penso che si possano fare due ipotesi:
  1. O il Papa è talmente ignorante che non ha mai letto la Lettera di Pietro (e ne occupa la cattedra!!). Può darsi, se vediamo gli uomini che si è scelto come Mons Galantino, che ha cooptato a segretario della Cei, il quale ha fatto una predica in cui si affermava che Sodoma non è mai stata distrutta.
  2. Oppure non crede più al Vangelo e alla Scrittura. Anche questa è un'ipotesi possibile, dato che ha promosso a generale dei gesuiti Sosa, che  ha affermato pubblicamente che crede in ciò che dice Bergoglio ma non alla parola di Gesù, perché non c'erano registratori all'epoca.
 In cosa crede Bergoglio? 
 Non si capisce bene e neppure interessa più di tanto. E' certo che non crede nel Vangelo e nella parola degli apostoli.
Il rifiuto della missione della chiesa e della ragionevolezza della fede mi sembra ancora più grave delle sue noticine ambigue sulle sue pseudoencicliche. Andrebbe corretto immediatemente anche su questo punto.

mercoledì 15 novembre 2017

Quattro motivi della rapida diffusione dell'islam


Questo è un articolo relativo alla diffusione del primo islam. L'autore è David Wood, questo è il link all'originale in inglese:

Quattro motivi della rapida diffusione dell’islam

I musulmani spesso citano la precoce diffusione dell’islam come una prova della sua origine divina. Se è vero che storicamente l’islam si è diffuso rapidamente, tuttavia molti musulmani (e anche non musulmani) hanno una visione distorta delle cause della diffusione. Ad esempio, in una popolare opera apologetica, Mawdudi afferma che l’islam si sarebbe diffuso grazie all’eloquenza e alla forza di convinzione di Maometto:

  1. Quando Maometto iniziò a predicare il suo messaggio, suscitò grande impressione e meraviglia in tutta l’Arabia, colpita dalla sua magnifica eloquenza e oratoria. Egli fu così potente e accattivante che i suoi peggiori nemici avevano paura di sentire la sua parola, poiché essa penetrava nel profondo dei loro cuori e li trasformava facendo loro dimenticare la vecchia religione e cultura… Egli si presentò come un politico illustre, un grande condottiero, un giudice supremo e un inimitabile generale…. Una nazione, che per secoli non aveva prodotto un solo grande uomo degno di questo nome, cominciò a generare, grazie al suo influsso e alla sua guida, migliaia di anime nobili che avrebbero attraversato i quattro angoli della terra per predicare e insegnare i principi della religione, della morale e della civiltà. Egli realizzò questa impresa non con l’inganno, l’oppressione o la crudeltà, ma grazie ai suoi modi accattivanti, alla sua personalità seducente, e alla forza di convinzione dei suoi insegnamenti. Con il suo comportamento nobile e gentile Maometto convinse anche i nemici. Catturò i cuori delle genti con la sua simpatia e la sua umanità senza limiti… la sua personalità potente lasciò un’impronta permanente nel cuore di migliaia di discepoli e li plasmò secondo la sua volontà… Esistono altri esempi di personaggi storici di eguale distinzione, un altro rivoluzionario di pari luce e splendore?i

Mawdudi trova impressionante la conversione dei primi musulmani grazie all’eloquenza e oratoria di Maometto, alle suoi modi accattivanti e alla forza di convinzione dei suoi insegnamenti. In realtà sono ragioni deboli: molti tedeschi si sono convertiti al movimento politico di Adolf Hitler per le stesse ragioni. Tuttavia, se anche fossero motivazione valide, Mawdudi ci presenta un quadro incompleto. Ci sono state molte altre ragioni che hanno portato al successo dell’islam, ma i musulmani comprensibilmente si vergognano di riconoscerle. Diamo una spiegazione di quattro di esse:

Primo motivo: la capacità di Maometto di instillare l’odio nei suoi seguaci
Storicamente ci fu almeno una persona che fu talmente impressionata dalla capacità dell’islam di ispirare gli uomini all’omicidio senza scrupoli da considerarla una prova della sua verità.

L’apostolo disse: “Uccidete ogni ebreo in vostro potere”. Perciò Muhayyisa bin Mas’ud saltò addosso a Ibn Sunayna, un mercante ebreo con cui era in rapporti sociali e di affari, e lo uccise. All’epoca Huwayyisa, il fratello maggiore, non era un musulmano. Dopo che Muhayyisa ebbe ucciso l’ebreo, Huwayyisa cominciò a picchiarlo dicendo: “Nemico di Dio, hai ucciso chi ti portava ricchezza e ti ingrassava? ” Al che Muhayyisa rispose” Se colui che mi ha ordinato di uccidere l’ebreo mi avesse ordinato di uccidere te, io ti avrei tagliato la testa”. Ciò fu l’inizio dell’accettazione dell’islam da parte di Huwayyisa. Infatti domandò: “Per Dio, se Maometto ti avesse ordinato di uccidermi, tu l’avresti fatto?” Rispose: “Sì, per Dio, se mi avesse detto di tagliarti la testa, l’avrei fatto.” Allora Huwayyisa esclamò: “Per Dio, una religione che ti porta a fare questo è meravigliosa!” E divenne musulmano.ii

In questo brano, Maometto dice ai suoi seguaci di “uccidete ogni ebreo in vostro potere”. Muhayyisa, seguendo gli ordini di Maometto, uccide un mercante ebreo di nome Ibn Sunayna. Huwayyisa non capisce come sia possibile che Muhayyisa possa avere fatto senza scrupoli una cosa del genere ad un amico di famiglia, e Muhayyisa si giustifica dicendo che è stato Maometto ad ordinarglielo e che, se Maometto glielo chiedesse, sarebbe pronto ad uccidere chiunque, persino un componente della sua famiglia. Huwayyisa è talmente colpito dalla volontà di seguire ciecamente gli ordini di Maometto che si converte all’islam, esclamando: “Per Dio, una religione che ti porta a fare questo è meravigliosa!”
L’ammirazione di Huwayyisa per la totale adesione del fratello è stata probabilmente condivisa da molti nella prima fase dell’Impero islamico. Giovani senza guida si trasformarono improvvisamente in ardenti sostenitori del nuovo sistema di fede, e disposti a fare qualunque cosa per il loro profeta, ragionando che sicuramente ci sarà stato qualcosa di speciale in quella nuova religione. Ma la fede degli adepti non è una prova infallibile della verità di un sistema di pensiero. Se fosse così , dovremmo concludere che il cristianesimo, l’islam, il buddismo, il mormonismo, il comunismo e il nazismo sono tutti veri, perché tutti questi sistemi hanno prodotto convinti aderenti.

Secondo motivo: profezie esplicitamente false
Furono in molti ad essere impressionati dalle parole di Maometto. Sembrava conoscere tutto, e rispondeva con sicurezza a domande a cui nessun altro sapeva dare risposta. Il problema è che molte delle sue risposte si sono rivelate completamente false. Considerate questo esempio:

Quando Abdullah bin Salama ebbe udito dell’imminente arrivo del Profeta (sia su di lui la benedizione e la pace di Allah) a Medina, andò da lui e gli disse “ Vorrei chiederti tre cose che nessuno può sapere se non un profeta: “Qual è il primo portento dell’Ora? Qual è il primo pasto consumato dagli uomini in paradiso? Perché un bambino assomiglia a suo padre e al suo zio materno?”
L’apostolo di Allah (sia su di lui la benedizione e la pace di Allah) rispose “Gabriele mi ha dato le risposte”… il primo portento dell’Ora sarà un fuoco che avvolgerà la gente da oriente a occidente; il primo pasto in paradiso sarà lobo di fegato di pesce. Per quanto riguarda la somiglianza di un bambino ai suoi genitori, se un uomo ha un rapporto sessuale con una donna e ha delle perdite per primo, il bambino somiglierà al padre. Se è la donna ad avere perdite per prima, il figlio somiglierà a lei.” Al che Abdullah bin Salam disse: “Rendo testimonianza che sei profeta di Allah”iii

Qui a Maometto vengono poste tre domande 1) Qual è il segno dell’inizio della fine dei tempi? 2) Quale sarà il primo pasto in paradiso? 3) Come mai un figlio a volte somiglia al padre, altre volte alla famiglia della madre? Osserviamo che le prime due risposte – un grande fuoco alla fine dei tempi e fegato di pesce in paradiso – non sono falsificabili, cioè è impossibile provare che siano giuste o sbagliate. Maometto avrebbe potuto affermare qualunque cosa, che il Portento dell’Ora consisterà in tre rane che recitano il Corano, o che il primo pasto in paradiso sarà un panino con burro di arachidi e marmellata. In altri termini, non possiamo sapere se le risposte di Maometto siano o no corrette, perché non c’è possibilità di verifica. Invece la terza risposta è falsificabile, possiamo verificarla alla luce della scienza moderna. Come ne esce? Non molto bene. Le donne non hanno “perdite” che influiscono sull’aspetto dei loro figli, ma ovuli. Inoltre, tale aspetto non dipende da chi dei due genitori ha per primo una “perdita”. La risposta di Maometto è completamente falsa.
Ma osserviamo che la risposta gli ha fatto avere la conversione di un ebreo importante, colpito dalla brillantezza di Maometto. Infatti una delle sue maggiori caratteristiche era la fiducia totale che esibiva nelle risposte, anche se queste in realtà erano sbagliate. La sicurezza con cui parlava faceva credere che dicesse cose vere, ma non era così. Forse la conseguenza più interessante della predicazione di Maometto è che i musulmani non si sono mai scrollati di dosso la soggezione nei suoi confronti, anche se molte sue pretese si sono rivelate false. Ancora oggi i musulmani hanno una grande fiducia mal riposta nei detti del loro profeta, e le risposte di Maometto fanno ancora proseliti.


Terzo Motivo: avidità senza limiti
Maometto faceva allettanti promesse a chi si univa a lui in battaglia:

Maometto disse “Essere Combattente per la Causa di Allah – e Allah conosce meglio chi veramente combatte la sua causa – è come una persona che digiuna e prega continuamente. Allah ha promesso che ammetterà il Combattente per la sua Causa in paradiso se verrà ucciso, e se invece ritornerà a casa salvo Allah lo ricompenserà con il bottino di guerra.” iv

Maometto disse: “Cosroe sarà rovinato, e non ci sarà un altro Cosroe dopo di lui, e Cesare sarà rovinato, e non ci sarà altro Cesare dopo di lui, e voi potrete usare i loro tesori per la causa di Allah.” v

Se un pagano del settimo secolo avesse lasciato l’islam, non avrebbe guadagnato nulla. Avrebbe potuto restare povero per tutta la vita, e non conoscere la sua sorte dopo la morte. Invece Maometto prometteva che se una persona fosse morta combattendo i nemici dell’islam, sarebbe andata in paradiso, e se invece fosse sopravvissuta, sarebbe ritornata a casa e “Allah lo ricompenserà con il bottino di guerra”. In ogni caso per il pagano c’era maggior guadagno a diventare musulmano, anche dal punto di vista finanziario.

La promessa di ricompense e di bottini è stata un fattore fondamentale nella fase iniziale di diffusione dell’islam. Infatti, Maometto ha sfruttato l’esca del bottino di guerra come strategia per favorire le conversioni. Ad esempio, quando Maometto venne accusato di distribuire il frutto dei saccheggi in modo irregolare, egli rispose “ Avete la mente offuscata per tutti i benefici con cui io conquisto coloro che potranno diventare musulmani, mentre vi rafforzo nell’islam”. vi Imam Muslim aggiunge “Quando il messaggero di Allah (sia la pace su di lui) conquistò Hunain egli distribuì il bottino, e lo elargì a coloro i cui cuori voleva conquistare.” vii

Le promesse di ricchezza di Maometto erano così notevoli che, quando sopraggiunsero difficoltà, i suoi seguaci a volte si lamentarono che non manteneva ciò che aveva promesso:

La situazione divenne seria e la paura si diffondeva. Arrivò contro di loro il nemico da sopra e da sotto e i credenti cominciarono a pensare cose vane, e crebbe la sfiducia fra gli sfiduciati al punto che Ma’attib bin Qusyahr, fratello di B. Amr bin Auf, disse: “Maometto era solito prometterci che avremmo divorato i tesori di Cosroe e Cesare e oggi nessuno di noi non è nemmeno sicuro di poter andare alla latrina!” viii

Questi brani mostrano l’importanza che la promessa di ricchezza e il bottino hanno avuto come motivo di conversione. Maometto promette ai suoi seguaci che avrebbero messo le mani sui tesori di Cesare (cioè dell’Impero Romano). Egli distribuiva il bottino di guerra dopo ogni campagna militare, ed usava il denaro per guadagnare convertiti. Perciò molti musulmani abbracciarono la religione per motivi disonorevoli, e Maometto non vedeva nulla di sbagliato in queste conversioni.

Quarto motivo: paura della morte

La personalità, l'eloquenza e la forza di persuasione di Maometto ebbero certamente un ruolo importante nella conversione all’islam. Tuttavia Maometto ebbe pochi sostenitori nella diffusione dell’islam quando si basava solo sulla sua “personalità vincente” e sulla sincerità. Ad esempio le fonti islamiche ci testimoniano di un grande numero di conversioni dopo l’omicidio di una donna che ebbe a criticare l’islam:

Quando l’apostolo ebbe udito ciò che aveva detto, esclamò “Chi mi toglierà di mezzo la figlia di Marwan?” Umayr bin Adiy al-Khatmi, che era con lui, lo udi, e quella stessa notte andò nella sua casa e la uccise. Al mattino andò dall’apostolo e gli disse che cosa aveva fatto, e Maometto disse: “Tu hai dato aiuto a Dio e al Suo apostolo, o Umayr!”. Quando egli domandò se non dovesse temere qualche conseguenza negativa per il suo gesto l’apostolo disse: “due capre non si prenderanno a cornate per lei” così Umayr tornò fra la sua gente… Il giorno dopo la morte di Bint Marwan gli uomini di B. Khatma diventarono musulmani perché avevano visto il potere dell’islam. ix

Se gli uomini di Khatma diventarono musulmani dopo che ebbero visto il potere dell’islam sulle altre persone, molti altri si convertirono per il rischio dell’incolumità della loro stessa vita. Ka’b bin Zuhayr aveva sentito che Maometto ”aveva ucciso alcuni uomini della Mecca che avevano fatto satira su di lui e lo avevano insultato e che i poeti coraisciti che erano sopravvissuti… erano fuggiti in tutte le direzioni”.x Il fratello diede a Ka’b il consiglio di andare da Maometto e di convertirsi prima che fosse troppo tardi. Ka’b diede retta al fratello:

Quando Ka’b ricevette la missiva si angosciò e venne in ansia per la propria vita. I suoi nemici del vicinato diffusero notizie minacciose su di lui dicendo che era pronto per essere massacrato. Senza via d’uscita, scrisse allora un’ode in cui lodava l’apostolo e menzionò il suo timore e le minacce dei nemici. Dopodiché partì per Medina e si fermò da un conoscente a Juhayna, da quanto ne so. Egli lo condusse dall’apostolo, che era intento nella preghiere del mattino, e pregò con lui. L’uomo gli indicò apostolo e gli disse di andare e di chiedergli la grazia della vita. Egli andò e si sedette vicino all’apostolo e mise le sue mani nelle sue, e l’apostolo non sapeva chi fosse. Allora disse: “O apostolo, Ka’b bin Zhayr è venuto per chiedere a te la salvezza come musulmano pentito. Lo accetterai, se viene a te così? Quando l’apostolo rispose di sì, egli confessò di essere Ka’b bin Zhayr.” xi

La storia mostra che altri vennero apertamente minacciati di morte (in presenza di Maometto) se non si fossero convertiti:

Maometto disse: Guai a te Abu Sufyan, non è l’ora che tu riconosca che sono l'apostolo di Dio?” Egli rispose: “ A questo proposito ho ancora dei dubbi.” io gli dissi “Sottomettiti e testimonia che non c’è Dio che Allah e che Maometto è l’apostolo di Allah, altrimenti ti taglierò la testa” ed egli si sottomise.”xii

Abu Sufyan dubitava della profezia di Maometto, ma gli venne detto di convertirsi se non voleva che gli tagliassero la testa. Consapevole della quantità innumerevole di omicidi precedentemente commessi da Maometto, Abu Sufyan si sottomise al profeta
Quindi, la paura di essere uccisi ha avuto un ruolo fondamentale nella conversione all’islam. Poiché l’islam non si è radicato finché Maometto non ha iniziato a diffonderlo con la violenza, la minaccia di morte è stato probabilmente il principale fattore nella prima fase di diffusione dell’islam.
(Per saperne di più sull’uso della violenza da parte di Maometto, vedi "Murdered by Muhammad.")
Conclusione
Sono molti i motivi che hanno portato alla rapida diffusione dell’islam. Maometto ha fatto convertiti grazie alla sua forza di persuasione e sincerità, e molti furono colpiti dai suoi atti di gentilezza, dalle sue gesta caritatevoli e dalla sua dedizione alla preghiera. Nondimeno, queste non sono necessariamente ragioni valide per la conversione ad una religione. Noi possiamo raffermare in modo ragionevole che un vero profeta deve essere sincero e impegnato nella sua religione, ma non possiamo da ciò concludere che ogni persona impegnata e sincera sia un vero profeta. Nel corso della storia molti leader religiosi hanno dimostrato qualità degne di ammirazione, ma ciò non dimostra che la loro religione fosse vera.
Nella scelta della religione, l’anima di una persona può rimanere incerta. Non è una decisione che si possa prendere alla leggera. La conversione deve essere una svolta nella direzione della verità, non solo seguire la direzione di una “personalità vincente”. Abbiamo visto come molte persone si sono convertite all’islam perché colpite dall’abilità di Maometto a spingere gli uomini all’omicidio, dalla sua sicurezza nelle sue rivelazioni, anche se molte di queste si sono dimostrate false. Infine Maometto ha fatto convertiti grazie alla promessa di bottino e ricchezze e con le minacce di morte. Non sono buone ragioni per adottare un sistema di fede.

Ciò non significa che non ci siano buon ragioni per dedicarsi ad una religione. Sto solo osservando che occorre prestare attenzione a dove mettiamo la nostra fede, perché insegnamenti falsi e falsi maestri abbondano nel mondo. Ma la verità esiste sempre, semplicemente non si trova nell'islam. Tuttavia esiste un’altra religione che, come l’islam, si è diffusa molto rapidamente. Come i primi musulmani, i suoi seguaci erano totalmente dedicati. Come per Maometto, anche il suo fondatore era sincero ed eloquente. Non si è diffusa con la violenza, xiii o con false profezie, o con l’esca della conquista di ricchezza. Invece si è diffusa perché il suo fondatore, Gesù di Nazareth, è risorto dai morti. Il miracolo ha mostrato il sostegno divino al messaggio di Gesù, e che quindi dobbiamo dare credito al suo messaggio. Ma qual era il messaggio? Gesù disse che sarebbe morto sulla croce per i peccati del mondo e che, avendo fede in lui, avremo la vita eterna. Il cristianesimo è la sola religione che ha le prove storiche della propria autenticità. E’ la sola religione di cui possiamo sapere che è vera. I primi cristiani, diversamente dai primi musulmani, avevano buoni motivi per convertirsi.

i Abul, A’la Mawdudi, Towards Understanding Islam (New York: Islamic Circle of North America, 1986), p. 58, 59, 67.
ii Ibn Ishaq, Sirat Rasul Allah (The Life of Muhammad), A. Guillaume, tr. (New York: Oxford University Press, 1980), p. 369.
iii Sahih Al-Bukhari, Dr. Muhammad Matraji, tr. (New Delhi: Islamic Book Service, 2002), Number 3329.
iv Sahih Al-Bukhari, Number 2787.
v Ibid., Number 3027.
vi Ibn Ishaq, p. 596.
vii Sahih Muslim, Abdul Hamid Siddiqi, tr., Number 2313.
viii Ibn Ishaq, pp. 453-454.
ix Ibid., p. 676.
x Ibid., p. 597.
xi Ibid., p. 598.
xii Ibid., p. 547.
xiii I musulmani potrebbero controbattere dicendo che i cristiani hanno usato la violenza con le crociate, l’inquisizione ecc, Tuttavia occorre osservare che l’uso della violenza è sorto solo dopo che il cristianesimo si è identificato con l’impero romano. Una volta che la chiesa si è alleata con gli imperatori romani, ha optato per il modo di agire tipicamente romano. Questo è stato un errore da parte dei cristiani, ma non ha a che fare con l’insegnamento di Gesù. La violenza non ha spazio nella diffusione del cristianesimo degli inizi. L’uso della violenza è contrario agli insegnamenti di Gesù (Matteo 5,38-67), per cui, mentre la violenza è coerente sia nelle parole che nelle azioni di Maometto, non lo è con le parole e le azioni di Gesù




giovedì 9 novembre 2017

La lingua liturgica oggi e nella chiesa antica



 Vorrei segnalare un un interessante contributo a proposito  dell'uso della lingua di tutti i giorni nella liturgia, secondo l'esempio della chiesa antica, tratto dal blog di Fr John Hunwicke
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"Nella Chiesa primitiva la liturgia era sempre celebrata nella lingua di tutti i giorni, quella parlata dalla gente comune. Anche a Roma, quando il greco divenne una lingua meno compresa, venne soppiantata dal latino, la lingua "vernacolare". Sfortunatamente, con il passare dei secoli, il latino a sua volta divenne incomprensibile per la maggior parte della gente. A ciò ha posto rimedio il Concilio Vaticano II, decretando che le liturgie debbano essere di nuovo nella lingua corrente, e nella forma più semplice possibile, in modo tale da essere comprese dal maggior numero di persone. In questo modo si potrà raggiungere l'obiettivo della Partecipazione Attiva.

Se ora stai aspettando che spieghi che le ultime tre frasi sono una forzatura di ciò che ha affermato il Vaticano II , hai ragione! Ma è altrettanto importante rendersi conto che l'intera narrazione è completamente erronea, ed è un inganno.

Uno dei più importanti studiosi del ventesimo secolo è stata la classicista olandese Christine Mohrmann. Con una lunga serie di articoli e libri nelle maggiori lingue europee, la studiosa ha dimostrato che il latino liturgico - ed anche il greco liturgico - non nascono come lingue vernacolari, ma sono state deliberatamente concepite come lingue formali, arcaiche e ieratiche. Ecco le sue parole (1957):

"il latino liturgico, come si è andato formando verso la fine dell'antichità cristiana e  conservato immutato - almeno nelle sue linee principali - è una deliberata stilizzazione sacrale del primo latino cristiano  sviluppatosi nelle comunità cristiane dell'Occidente. I cristiani latini arrivano piuttosto in ritardo nella creazione di una lingua liturgica. Quando ciò avviene, l'idioma cristiano ha già raggiunto la sua piena maturità e le circostanze hanno reso possibile attingere, per motivi di stile, dall'antica eredità sacrale della Roma [pagana ] ... per quanto riguarda la richiesta che si sente così spesso di una versione vernacolare dei testi delle preghiere, io penso ... che sia giusto domandarsi se, attualmente, l'introduzione della lingua corrente sia appropriata per la composizione di uno stile sacrale di preghiera. Come ho già sottolineato, l'antico occidente cristiano ha aspettato molto tempo prima di adottare l'uso del latino.. Ha aspettato finché la lingua cristiana non possedesse le risorse necessarie per creare un linguaggio ufficiale di preghiera ecclesiastica... le cosiddette lingue moderne occidentali ... sono meno adatte per una stilizzazione sacra. E invece dobbiamo renderci conto che le forme di stilizzazione sacrale sono un elemento essenziale di ogni linguaggio ufficiale di preghiera e che queste caratteristiche sacrali, ieratiche, non devono mai essere abbandonate. Dal punto di vista dello sviluppo generale delle lingue occidentali - e senza dire nulla riguardo ai problemi che sorgerebbero nelle altre lingue - il tempo presente non è certamente propizio per un abbandono del latino."

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