mercoledì 19 luglio 2017

Il coro di Ratisbona e Vatican Insider

A proposito della vicenda delle accuse di violenza e pedofilia nel coro di Ratisbona, Tornielli ha scritto un articolo imbarazzato in cui prende le difese dei Ratzinger, e accusa chi "strumentalizza" la vicenda.

Peccato che su Vatican Insider, nell'articolo di Salvatore Cernuzio, si riportano anche le accuse a Muller da parte della Collins quando era alla CDF, legando le due vicende:

" aver fatto poco per la lotta alla pedofilia in Vaticano, anzi, a volte di aver intralciato il lavoro del team istituito da Papa Francesco. Ed anche su questa vicenda Müller era stato accusato di mala gestione, nonostante sette anni fa avesse ammesso pubblicamente i crimini. "

Cioè, Muller ha ammesso i crimini? Quali crimini, quelli di pedofilia? Li ha commessi lui?
L'articolo è ambiguo e insinuante.

Di Georg Ratzinger si dice che non era in carica all'epoca delle violenze sesssuali, però si riportano le accuse di non dire la verità e di non avere fatto nulla per fermare le violenze, come se fosse coinvolto, aggiungendo che:

"In ogni caso non è Georg Ratzinger il principale accusato della vicenda."
Da cui sembra che sia stato comunque connivente.

La conclusione?
"Quello pubblicato oggi che mostra il volto più orribile del coro che, con oltre mille anni di storia, è probabilmente il più antico del mondo. "

Invece Tornielli afferma nel suo articolo:

"Ma l'associazione di quel nome (Ratzinger) agli abusi sessuali nei titoli (seppur formalmente corretti) dei media sembra suggerire una qualche sua responsabilità negli abusi stessi. Responsabilità che invece non c'è. "

La critica andrebbe rivolta a Vatican Insider, che non solo nei titoli, ma nella sostanza e nelle immagini scelte non si limita a informare, ma dà una chiave interpretativa della vicenda, la peggiore possibile sia per Muller che per Ratzinger.

Riporto il titolo di Vatican Insider sulla vicenda:

"Ratisbona, 547 bambini del coro del Duomo vittime di abusi
Il rapporto finale presentato dall’avvocato Ulrich Weber e divulgato dai media tedeschi: 49 colpevoli sono stati identificati. Georg Ratzinger, fratello di Benedetto XVI, fu direttore dell'ensemble per trent'anni. Il legale: «Lui sapeva e ha chiuso gli occhi»


Per Tornielli, chiedersi perché tanta scorrettezza informativa nei confronti di Muller (appena licenziato in malo modo) e Ratzinger da parte di un sito specializzato in Vaticano e portavoce semiufficiale del papa è "patetico". Nel blog  di Tosatti  ci sono molti commenti sopra le righe, ma trovo molto più grave il giornalismo fazioso e maramaldeggiante  di Vatican Insider che l'ingenuo complottismo apocalittico di alcuni commentatori di questo blog.

martedì 16 maggio 2017

Il papa e Asia Bibi

Sono anni che Asia Bibi è in prigione,

Asia Bibi è una cristiana imprigionata dai musulmani pachistani sulla base di una ridicola accusa di blasfemia che potrebbe costarle la vita.
Sono anni che molte organizzazioni cristiane cercano di liberarla, ma invano.
Essendo cattolica ed essendo il suo caso esemplare, in molti si sono rivolti al papa, che ha così alta stima dell'islam, ma il papa non ha mai detto nulla.
Una volta si è cercato di organizzare un incontro in Piazza san Pietro, ecco quale è stato il penoso risultato:




Il papa però non manca di rimproverare i cristiani, nel suo solito modo obliquo e indiretto, di non amare abbastanza i musulmani.

Ecco qui un patetico video patinato sponsorizzato da papa Francesco in cui il papa dice che le religioni sono tutte uguali. Date queste premesse, Allah, Maometto, Budda, Gesù, la dea Kalì, sono tutte marionette di un teatrino religioso, di cui il papa crede di essere un pezzo importante. Un burattinaio, forse il più importante, fra i vari burattinai delle religioni del mondo.


 Molto istruttivo per capire che cosa è la Chiesa di Francesco



domenica 14 maggio 2017

Fatima: perché andarci?

Papa Francesco è andato a Fatima a canonizzare i veggenti. C'è chi ha messo giustamente in rilievo come il papa abbia di fatto sorvolato sul messaggio di Fatima, cioè la necessità della conversione e la realtà dell'inferno, per propagandare la nuova versione del cattolicesimo di cui si fa promotore.
In realtà non è una visione tanto nuova, si tratta di una forma involgarita di luteranesimo, probabilmente in voga in sudamerica, dove mi dicono ci sia un proliferare di sette e chiesuole che si ispirano alla Riforma dellEuropa settentrionale, ma dalla teologia piuttosto incerta.

Vorrei soffermarmi sul linguaggio che utilizza il papa.

Nell'immancabile intervista sull'aereo, in cui il papa dà il meglio di se, i pastorelli non sono più veggenti ma "comunicatori"

"Fatima è un messaggio di pace portato all’umanità da tre grandi comunicatori che avevano meno di 13 anni."
 
Che cosa è un comunicatore? E' uno che parla, che dice quello che pensa. I pastorelli non sono veggenti, cioè latori di un messaggio soprannaturale, pur se esposto in termini"naturali", ma dei comunicatori che vogliono dare un messaggio, un consiglio per l'acquisto.  Il messaggio ce lo confeziona il papa:  non la conversione dei popoli, ma la pace. Ogni popolo si tenga il proprio idolo, il proprio profeta impostore o il proprio nulla, ma in concordia. Anzi, il papa ci informa che un ateo gli ha detto che i cristiani non amano abbastanza i musulmani:

"Prima di imbarcarmi sul volo da Roma ho ricevuto degli scienziati di varie religioni che partecipavano a un convegno all’osservatorio vaticano. Un ateo, senza dirmi da che Paese veniva, mi ha salutato così: “Io sono ateo! Le chiedo un favore: dica ai cristiani che amino di più i musulmani”. Questo è un messaggio di pace!».

Ma che senso ha? il papa dice ai cattolici che un ateo gli ha detto  che bisogna amare di piùi musulmani? Il fatto di essere ateo rende lo scienziato più autorevole? Se l'ateo avesse detto, come dovrebbe fare in onestà, che Dio non esiste, allora dovremmo smettere di credere?

Inoltre da un punto di vista cristiano, amare un musulmano significa annunciargli il vangelo e liberarlo dalla sottomissione al Corano e dall'imitazione dello pseudoprofeta Maometto, il cui esempio comporta fra l'altro la persecuzione dei cristiani, come autorevolmente ci insegna la facoltà di Al Azhar, che ha sentenziato che chi si converte al cristianesimo va ucciso, e il cui rettore il papa non manca di esaltare e sbaciucchiare. Ma il papa si guarda bene dal parlare di annuncio del vangelo, anzi per lui il proselitismo è male. 

Infine sulla misericordia, il papa, in occasione della sua omelia a Fatima,  la oppone alla giustizia, in puro stile luterano:



«Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio – ha ricordato il Pontefice - e, comunque, il giudizio di Dio sarà sempre fatto alla luce della sua misericordia. Ovviamente la misericordia di Dio non nega la giustizia, perché Gesù ha preso su di sé le conseguenze del nostro peccato insieme al dovuto castigo. Egli non negò il peccato, ma ha pagato per noi sulla croce». Ecco perché «siamo liberi dai nostri peccati» e «mettiamo da parte ogni forma di paura e timore, perché non si addice a chi è amato».

In conclusione, se il papa non crede a Fatima, perché ci è andato? per il bagno di folla? Dei cattolici gli piace solo il numero?
Se pensa che i luterani abbiano ragione, perché non si fa luterano fino in fondo, e rinuncia al papato? Vuole la botte piena e la moglie ubriaca?

Io trovo che il suo più grosso problema sia la mancanza di onestà intellettuale.

venerdì 10 marzo 2017

Ancora il gesuita Sosa e la sua visione di chiesa

Padre Sosa, l'alter ego di papa Francesco e suo generale dei gesuiti, ha una qualità che papa Francesco non ha: sa illustrare più chiaramente la devastante visione ecclesiologica e politica di quanto non faccia il papa, se non altro perché è in grado di fare un discorso più articolato.
ha appena rilasciato un'altra intervista riportata da Vatican Insider, da cui si evince facilmente come per i gesuiti la teologia, o meglio la religione, sia un'ancella della politica.

I temi sono i soliti dei progressisti: i muri e i ponti, il femminismo con la vecchia retorica sulla "rabbia" come motore per le riforme. L'Islam come religione di pace anche se i fatti dicono il contrario, il diritto ad emigrare anche quando si tratta di emigrazioni di massa (io mi preoccuperei piuttosto del diritto a non emigrare, io trovo inumano che interi popoli debbano fuggire, e lavorerei più sulle cause degli spostamenti, non sugli effetti).

Come politico Sosa è pessimo: gran parte delle sue soluzioni sono sbagliate. La cosa tragica è che, nella chiesa di Francesco, le idee politiche di questi personaggi vengono propinate come se fossero il Vangelo dei nostri giorni. A mio parere si tratta di un'usurpazione. Perché Sosa non ha fatto il politico, lottando nell'agone civile ad armi pari con altri politici con idee diverse dalle sue, e invece ha fatto il sacerdote? Perché usa il sacerdozio per diffondere le sue idee politiche?
Io ho l'impressione che gli ordini religiosi, in grave crisi vocazionale, siano diventati dei rifugi per chi vuole avere un palcoscenico mondano senza fare lo sforzo di competere nel mondo civile. Gli ordini religiosi come i gesuiti sono ormai delle carcasse vuolte, ma con molti mezzi e prebende. Se prima le rendite servivano a 100 "fratelli", adesso ce ne sono attivi si e no 6 o 7. E' molto più facile emergere fra i gesuiti che nel mondo della politica, dove i concorrenti sono molti. Si parassita sulle spoglie di una antico ordine religioso, che da tempo a perso il suo sapore e che sarebbe meglio sopprimere completamente e devolvere  le sue rendite a cause migliori, facendo conto sull'ancora rimanente rispetto che viene solitamente dato agli "uomini di chiesa" per fare il politico che altrimenti non avrebbe uditorio perché troppo mediocre.

Tornando all'intervista, vorrei però evidenziare una perla di Sosa, che dice a proposito di un "evento" organizzato dai gesuiti pensato per l'emancipazione della donna:

"L’evento vedrà anche una tavola rotonda di donne che discuteranno la necessità per una maggiore leaderhip femminile nella Chiesa. «Le organizzazioni e le istituzioni, compresa la Chiesa, possono divenire davvero efficaci solo se le donne e gli uomini partecipano alla pari». 

Ecco la sua visione di chiesa: una organizzazionie puramente umana, che va riformata come se si riformasse l'organigramma di una società per azioni. Non c'è nulla di soprannaturale nel modello di Sosa. La chiesa è una istituzione che deve essere plasmata e modificata a seconda delle ideologie correnti. La chiesa è poco più di un'ente pubblico, di cui lui è riuscito a raggiungere i vertici, ed ha la stessa sacralità di una giunta regionale o dell'INPS. 
E una constatazione molto triste. E papa Francesco ha evidentemente molta stima di questo signore, argentino come lui, che ha messo a capo del suo stesso ordine religioso.

domenica 5 marzo 2017

Il papa gesuita e il vangelo



Papa Francesco, in una delle sue  omelie di Santa Marta , fa una esegesi a mio parere che piega ideologiamente il senso delle parole di Gesù. Temo che sia emblematica del suo modo di fare del tutto autoreferenziale, per cui arriva a dire sempre le stesse cose anche quando il vangelo dice esasttamente l'opposto di quello che ripete ossessivamente.

Commentando il famoso passo in cui Gesù risponde a delle domande dei farisei e degli apostoli, e dichiara che non è lecito che l'uomo divida ciò che Dio unisce, che cosa dice Francesco? Alza una cortina fumogena e alla fine sembra che Gesù sia come lui, ambiguo e confuso:

“Gesù non risponde se sia lecito o non è lecito; non entra nella loro logica casistica. Perché loro pensavano soltanto alla fede in termini di ‘si può’ o ‘non si può’, fino a dove si può, fino a dove non si può. Quella logica della casistica: Gesù non ci entra, in questo. E rivolge una domanda: ‘Ma che cosa vi ha ordinato Mosè? Che cosa è nella vostra Legge?’. E loro spiegano il permesso che ha dato Mosè per ripudiare la moglie, e sono loro a cadere nel tranello, proprio. Perché Gesù li qualifica ‘duri di cuore’: ‘Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma’, e dice la verità. Senza casistica. Senza permessi. La verità”.

Avete capito? Io non molto. Cosa c'entra la casistica, che è una cosa tipica dei gesuiti? Se Francesco non sopporta la casistica, perché si è fatto gesuita? Perché la tira fuori sempre anche quando non c'entra nulla? I farisei e gli apostoli fanno delle domande a Gesù sul matrimonio e l'indissolubilità, Gesù risponde in modo chiaro dicendo cosa è lecito e cosa no. A Bergoglio non piace, scrive l'Amoris laetitia e con una noticina nega ciò che dice Gesù, invitando a vedere caso per caso, fa della casistica a tutto spiano chiamandola discernimento e poi non sopporta la casistica. Ma che senso ha? Ecco come sviluppa la sua tirata:

"...La casistica è ipocrita. E’ un pensiero ipocrita. ‘Si può – non si può’ … che poi diventa più sottile, più diabolico: ma fino a chi posso? Ma di qui a qui, non posso. E’ l’inganno della casistica.”

“Quando la tentazione ti tocca il cuore, questo cammino di uscire dalla casistica alla verità e alla misericordia, non è facile: ci vuole la grazia di Dio perché ci aiuti ad andare così avanti. E dobbiamo chiederla sempre. ‘Signore, che io sia giusto, ma giusto con misericordia’. Non giusto, coperto dalla casistica. Giusto nella misericordia. Come sei Tu. Giusto nella misericordia. Poi, uno di mentalità casistica può domandare: ‘Ma, che cosa è più importante, in Dio? Giustizia o misericordia?’. Anche, è un pensiero malato, che cerca di uscire … Cosa è più importante? Non sono due: è uno solo, una sola cosa. In Dio, giustizia è misericordia e misericordia è giustizia. Il Signore ci aiuti a capire questa strada, che non è facile, ma ci farà felici, a noi, e farà felice tanta gente.”

 Ma cosa ha voluto dire? Di certo non quello che ha detto Gesù, che è chiarissimo. Gesù dà un comandamento, Francesco nega che sia un comandamento e sproloquia di giustizia e misericordia, come se agire con giustizia non fosse al tempo stesso un' azione di misericordia.

"Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all'inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina;  per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola.  Sicché non sono più due, ma una sola carne.  L'uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».  Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse:  «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei;  se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio». Mc 10 5-12

Il papa evidentemente non sa cosa dire su un passo che è tutt'altro che ambiguo e mette in crisi le sue riforme e le sue "profezie". Devo dire che non riesco a capire se la sua totale mancanza di lucidità sia involontaria oppure un trucco gesuitico per offuscare un passo scomodo del vangelo. Sarebbe stato più dignitoso se fosse rimasto in silenzio e non avesse commentato questo brano evangelico.

venerdì 3 marzo 2017

Dio, Budda, Allah, Pannella cosa cambia?

Quando, fra qulache secolo, gli storici della chiesa vorranno documentare la grave decadenza del papato sotto il pontificato di Francesco, penso che mostreranno i terribili video dell  '"apostolato della preghiera".

Ricordo che da bambino in parrocchia si trovavano dei fogliettini con delle preghierine (a me sembravano tali, un po' noiose) per dei popoli lontani: preghiarmo per le suore in Congo, per i missionari in Amazzonia, per l'educazione dei fanciulli ( termine che si usava solo in chiesa) e così via. Sotto Francesco si  sono  modernizzati,  aadesso sono dei video ben curati, suppongo pagati profumatamente a qualche agenzia pubblicitaria. Sono a mio parere degli ottimi esempi della superficialità, banalità e anticristianesimo del pensiero del papa.
Non ne ho visti molti perché mi disgustano esteticamente e teologicamente, ma penso che questo, dell'anno scorso, sia terrificante: 
Intenzioni di preghiera di papa Francesco, gennaio 2016

Si vede papa Francesco nei panni del nonnetto saggio che esprime pillole di Bergoglio-pensiero con la voce suadente da gesuita che sta attirando una vittima nella trappola.


Ci sono un ebreo, una buddista, un musulmano e un prete.  I quattro "leaders" blaterano dell'ammore e poi presentano le proprie cianfrusaglie religiose, in segno di pace. Come paccottiglia cristiana il prete offre una statuina del presepe, strano che non abbia presentato Babbo Natale o un ovetto kinder, il livello è questo. Alla fine compare papa Francesco e dice che tante sono le religioni tante le  vie, ma c'è l'ammore  e siamo tutti figli di Dio.

Ma che bella supereligione, perfetta per un meeting dell'ONU! Ma a qualcuno può piacere questo kitsch religioso? A me fa venire in mente "Il trattato dei tre impostori" (in questo caso quattro).

A me pare che la chiesa abbia sempre meno da dire. Per papa Francesco, in cerca di popolarità, il messaggio cristiano è diventato una delle tante vie dell'Ammore.
Il Presidente dellla Pontificia Accademia per la Vita, azzerata da Francesco per fare posto al suo protetto mons Paglia, elogia pubblicamente Marco Pannella, in sintonia con il suo capo, il papa, che ha fatto lo stesso con Emma Bonino.

Se dal punto di vista religioso il cattolicesimo secondo Francesco non ha più nulla da dire rispetto alle religioni mondiali, puri prodotti culturali dell'uomo, dal punto di vista etico non ha più nulla da dire rispetto al Partito Radicale.

A me pare che le attuali gerarchie vaticane, a partire dal papa, manchino di senso di responsabilità, non sappiano che cosa sia il ministero cristiano, vedano il popolo di Dio e la Chiesa come una opportunità per nutrire il loro ego di pseudo riformatori e pseudo profeti delle loro vanità intellettuali e personali.

Non posso che augurare al papa una totale conversione.


venerdì 24 febbraio 2017

Il bicchiere mezzo pieno

Volendo trovare un lato positivo alla terribile situazione della chiesa contemporanea, penso che si possano fare alcune considerazioni:

1) Papa Francesco non nasce dal nulla. La chiesa era già estremamente corrotta e mondanizzata prima di lui. La fazione che lui rappresenta, quella che si potrebbe definire degli ex sessantottini ecclesiastici, ha finalmente avuto il potere. La domanda è: cosa ne ha fatto?
Ne ha abusato: ha mostrato al mondo la propria distanza dal vangelo, la propria arroganza, la propria ignoranza, incompetenza e intolleranza.
Per ora, grazie alla favorevole e interessata copertura mediatica che si tratti di falliti non è ancora di dominio univesale, ma chi è sano di mente e vede nella chiesa qualcosa di più che una forma di folclore irrilevante, ma qualcosa di sacro, non può  non rimanere esterrefatto dalle pagliacciate e dalla violenza verbale verso i dissidenti  che ogni giorno ci vengono propinate da Casa Santa Marta e da Piazza san Pietro. Hanno finalmente il potere, e ora mostrano al mondo di che pasta sono fatti.

In realtà avevano moltissimo potere anche prima. Sono loro che hanno boicottato le riforme di papa Benedetto, cioè il fatto che nella chiesa si poteva finalmente cominciare a fare un bilancio delle scelte degli ultimi decenni, ma un certo conservatorismo e buon senso della sede di Pietro aveva bene o male impedito di negare esplicitamente la fede cattolica come ha appena fatto il generale dei gesuiti scelto da Francesco.  In Sudamerica, la cui chiesa è in mano a questi arroganti, la chiesa è allo sfacelo e perde fedeil in percentuali altissime ogni anno. In diverse regioni d'Europa, dove molte delle peggiori  idee sono state partorite (negli anni sessanta), la chiesa è quasi del tutto estinta.

2) In questi decenni di postconcilio la fazione sessantottina ha fatto di tutto per impedire ogni dibattito su cosa avesse veramente voluto dire il concilio, perché se il dibattito avesse avuto luogo, le carriere dei sessantotini e dei loro epigoni si sarebbero bloccate. I vari monsignori, segretari di conferenze episcopali, arcivescovi e generali di ordini religiosi di cui si è circondato Francesco brillano per la loro nullità intellettuale e morale. E' proprio del tiranno circondarsi di mediocri yesmen, che non possano oscurare la mediocrità del tiranno stesso. Del resto il gesuita coi baffetti che sulla storia della chiesa e la verdidicità delle scritture fa le affermazioni che ha fatto, oltre a dimostrare la poca fede dimostra anche la non conoscenza delle scienze bibliche e una totale povertà argomentativa. Una persona seria con quelle idee non avrebbe dovuto fare il generale dei gesuiti, manco il sacerdote, ma un mestiere laico. Temo che si possa dire lo stesso del papa.

Con papa Benedetto avevano preso voce i controrivoluzionari, coloro che si oppongono alle riforme del concilio Vaticano II. Ora,il dibattito su questi temi è fondamentale, ma non deve essere lasciato ad una fazione. I temi della riforma liturgica e della riforma della riforma, del rapporto con le religioni non cristiane, in particolare con i persecutori tradizionali e contemporanei della chiesa cioè l'islam, il tema dell'ecumenismo, sono troppo importanti per lasciarli in esclusiva ai tradizionalisti, che hanno avuto comunque il merito di avere esercitato uno spirito critico verso la gestione ambigua degli anni precedenti.

Ora che con la chiesa di Francesco la gestione non è più ambigua ma esplicitamente catastrofica, occorre che anche il cristiano medio, quello delle parrocchie, si assuma la responsabilità di riflettere su cosa significhi essere cristiano e si renda conto gli slogan imbecilli, come quelli sul falso dialogo, il discernimento, la nuova primavera dello spirito e il  culto del papa, e le frase fatte che non vogliono dire nulla e di cui si riempiono la bocca vescovi e cardinali non bastano più e che occorre tornare ai fondamenti della chiesa e pensare seriamente al percorso che è stato fatto fino ad oggi. Papa Francesco e la sua corte di clown fanno di tutto per impedire il dibattito e il confronto. L'insulto è il loro modo per rispodnere alle domande. Se oggi vescovi e papa sono quello che sono, autoreferenziali, arroganti e più dannosi che utili per confermare nella fede, perché si è arrivati a questo punto? Che cosa non ha funzionato?

In conclusione questo è un tempo di prova, in cui i nodi sono venuti al pettine. Assieme al male dei pagliacci di San Pietro forse ci potrà essere il bene della caduta dei paraocchi.