mercoledì 18 ottobre 2017

Che cosa ha detto VERAMENTE il concilio sulla musica sacra?


La riforma liturgica ha applicato il mandato del Concilio Vaticano II? In parte sì e in parte no. Una delle mancanze più gravi è la mancata applicazione del capitolo VI del decreto conciliare sulla liturgia "Sacrosanctum concilium", che tratta della musica sacra. La musica banale e puerile, le animazioni liturgiche ispirate alle regie televisive, l'eccesso di verbosità e il pauperismo estetico, non hanno giustificazione nel concilio Vaticano II, che invece dice diversamente da ciò che è stato fatto negli ultimi decenni. Per sapere che cosa ha veramente detto il Concilio Vaticano II occorre ripartire dai testi del concilio stesso, e non dalle interpretazioni successive.

Il testo del decreto conciliare sulla liturgia "Sacrosanctum concilium"

Confrontatre il capitolo VI, con gli articoli che vanno dal 112 al 121, con le panzane che i liturgisti postconciliari hanno raccontato a partire dal 1968 e con quanto si fa nella gran parte delle parrocchie.
Noterete che coloro che dicono di essere i difensori del concilio in realtà o non lo conoscono oppure, se lo conoscono, fanno l'opposto di ciò che dice.


lunedì 11 settembre 2017

" Chi fa la guerra? Chi dà le armi? Noi!"

Papa Francesco è tornato sul tema che gli sta più a cuore: L'accoglienza degli immigrati in Europa. Ecco ciò che dice:

«Il problema inizia nei Paesi da cui arrivano i migranti. Perché lasciano la loro terra? A causa della mancanza di lavoro o della guerra. Questi sono i due motivi principali. La mancanza di lavoro, perché sono stati sfruttati - penso agli africani. L'Europa ha sfruttato l'Africa ... non so se possiamo dirlo! Ma alcune colonizzazioni europee... sì, hanno sfruttato. Ho letto che un capo di stato africano appena eletto come primo atto di governo ha presentato al Parlamento una legge per il rimboschimento del suo paese - ed è stata promulgata. Le potenze economiche del mondo avevano tagliato tutti gli alberi. Rimboschire. La terra è secca per essere stata sfruttata e non c'è più lavoro. La prima cosa da fare, come ho detto alle Nazioni Unite, al Consiglio d'Europa in tutto il mondo, è trovare qui fonti per creare di posti di lavoro, investire. È vero che l'Europa deve investire anche a casa propria. Anche qui esiste un problema di disoccupazione. L'altro motivo per la migrazione è la guerra. Possiamo investire, le persone avranno una fonte di lavoro e non dovranno partire, ma se c'è guerra, dovranno ancora fuggire. Ora chi fa la guerra? Chi dà le armi? Noi».

Il discorso è come sempre confuso, ma sembra di cogliere 3 punti:
1) Gli immmigrati africani se ne vanno a causa della mancanza di lavoro e della guerra
2) la mancanza di lavoro è responsabilità dell'Europa, che ha sfruttato l'Africa
3) Le guerre africane sono responsabilità dell'Europa "
chi fa la guerra? chi dà le armi? NOI" cioè VOI, malvagi europei!
Queste sono le premesse. La conclusione non viene detta, ma è implicita. Noi europei siamo malvagi, siamo responsabili del male del mondo. L'Europa può scomparire. Se in trecento milioni decidono di trasferirsi in Europa dall'Africa, DOBBIAMO accoglierli, perché se stanno male è colpa nostra.

Per il papa gli Africani hanno il diritto di trasferirsi in Europa in massa, perché non sono responsabili dei loro paesi. La responsabilità della corruzione, delle guerre, della povertà e della miseria è tutta dell'Europa. Perciò, se anche l'Europa dovesse esplodere a causa dell'immigrazione incontrollata, poco male: chi la fa l'aspetti.

Se anche il papa avesse ragione sulle responsabilità (non sono d'accordo sul discorso estremamente semplicistico e superficiale di Bergoglio, ma non intendo approfondirlo), non vedo perché un male come la povertà dell'Africa giustifichi un altro male, l'importazione dei conflitti sociali e del caos che attanagliano l'Africa. Il fatto è che il papa non vuole il bene degli africani, ma punire gli europei. Il "noi" che utilizza nel suo comizio è del tutto ipocrita.. "l
e colonizzazioni europee" "chi fa la guerra? chi dà le armi? NOI". Il "noi" è da leggere VOI! Il sottotesto è questo: Voi odiosi europei, che avete costruito il Vaticano di cui non me ne frega nulla, voi con il vostro insopportabile rinascimento, la vostra musica, la vostra cultura, la vostra teologia... Spero che il resto del mondo vi cancelli dalla faccia della terra, perché non sopporto la vostra logica, le vostre critiche, la vostra indipendenza, la vostra tranquilla presunzione, la vostra mancanza di entusiasmo per noi profeti del pueblo e autonominati paladini delle periferie...

Che a migliaia muoiano nel passare il Mediterraneo, che il prezzo sociale dell'emigrazione incontrollata di massa sia gravissimo in Africa come in Europa, che l'emigrazione non risolva minimamente il problema delle guerre e del "lavoro" , ma ne crei di nuovi, che il rimedio ad un male non sia la punizione e la creazione di un altro male  che la maggiore causa di povertà e miseria, ignoranza e fanatismo bellico sia l'islam e non il cristianesimo, a papa Francesco non interessa nulla, La sua ideologia terzomondista è semplicistica e onnicomprensiva. Come per Lenin e Stalin il Borghese era il responsabile di tutti i mali e andava "liquidato" come classe, come per Hitler l'Ebreo era il corruttore della razza ariana ed europea e una volta eliminato la società sarebbe rifiorita, così per papa Francesco la scomparsa dell'Europa come cultura, società e stato sociale, soppiantata da un'estensione universale delle "periferie" del terzo mondo, porterà ad un futuro radioso, dove tante culture, vie religiose per la stessa divinità, religioni e tradizioni conviveranno in pace e armonia, dove i soldi rubati ai poveri potranno finalmente essere distribuiti fra tutti. Una utopia dell'accoglienza e della convivenza, un'altra versione dellì'ideale socialista, dopo quello comunista e socialista-nazionale: il socialismo terzomondiale.
Peccato che la realtà sarà un'altra. La violenza, il tribalismo e l'ignoranza che sono le cause della miseria africana, soprattutto se coniugate alla religione di Maometto, diventeranno parte della cultura europea. E i profitti di chi sfrutta queste sciagure (in Occidente come in Medio Oriente e in Africa) non diminuiranno, semmai aumenteranno.

In tutta questa politica (questo papa è un politico, un cattivo politico, il vangelo e la chiesa sono solo dei mezzi per la sua ideologia politica), cosa dice il vangelo?
Il vangelo non dice di costruire ponti ad ogni costo. Il vangelo dice di predicare il vangelo a tutte le creature, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo. Dice di lavorare per la pace e la giustizia, non di trasferire milioni di persone da un posto all'altro, in particolare i giovani maschi fra i 20 e i 30 anni (di solito dalle guerre si mettono al sicure prima le donne e i bambini, poi gli anziani, non i maschi abili). La tradizione della chiesa dice anche che occorre governare la società con prudenza e intelligenza. Ora, le motivazioni che il papa ha dato per la sua martellante campagna a favore dell'immigrazione di massa mi paiono una descrizione semplicistica e tendenziosa dei problema dell'Africa. Deresposabilizzare gli africani, incolpare le società e i cittadini europei della corruzione e delle guerre africane, giustificare ad ogni costo le migrazioni di massa e non porsi il problema del futuro delle società di accoglienza e di quelle di partenza mi sembra un modo di procedere miope e irresponsabile.
La mia impressione è che il papa stia facendo l'apprendista stregone dell'ingegneria sociale, e quando ha cercato di dare anche una giustificazione storica alle migrazioni di massa, ricordando le invasioni barbariche dell'alto medievo, ha mostrato ancora una volta la sua notevole ignoranza e i superficiali pregiudizi storici.

AGGIORNAMENTO:  Sembra che il papa abbia fatto marcia indietro, affermando che l'Italia non può accogliere tutti. E pensarci prima, invece di abbandonarsi all'ideologia? E i morti in mare e quelli nei lager, arrivati perché illusi da una impossibile accoglienza di tutta l'Africa in Italia ed Europa? E la corruzione portata da questa politica (gli scafisti, gli affari delle ONG, gli affari delle cooperative, lo sfruttamento della manodopera illegale...) e i problemi sociali di convivenza fra culture e tradizioni così diverse.... Ci mancherà solo dover sentire le prediche sull'armonia e il dialogo da parte di chi ha contribuito più di tutti a creare il problema.




giovedì 31 agosto 2017

Criticare il papa

Nel blog di Marco Tosatti Stilum Curiae, in cui compaiono molti articoli e commenti critici relativi a papa Francesco, un lettore ha recentemente commentato a proposito del parlare esplicitamente contro l'operato di papa Francesco:

"ti chiedo: amare la Chiesa significa continuare a parlarne male, evidenziandone sempre e solo i difetti, davanti ad un pubblico indeterminato (che potrebbe scandalizzarsi, allontanarsi, rifiutare di aderirvi se ne aveva una minima intenzione, sfruttare gli argomenti per fare ulteriori denigrazioni, mettere in dubbio qualsiasi cosa detta da un pastore)? e se mi rispondi che fai così perché “soffri”, ti chiedo: e a cosa servono le mormorazioni? che utilità hanno per la Chiesa? come pensi possano farle del bene?
Ti faccio un’altra domanda: se tua moglie avesse la faccia piena di brufoli, tu cosa fai? Glielo fai notare con delicatezza e le compri il topexan o le fai i cerchi rossi, col pennarello, su ciascun brufolo in modo che si vedano ancora meglio? In quale dei due modi la ameresti?"


E' un punto di vista interessante, ma sbagliato. In generale il lettore potrebbe avere ragione, è sbagliato parlare male del papa o dei vescovi quando non  ci sono gravi motivi. Il punto è che adesso ci sono gravi motivi, e cerchero di spiegarli, facendo riferimento anche agli altri papi.

A me personalmente non è mai piaciuto più di tanto lo stile di Giovanni Paolo II. Ma non ho mai parlato male di lui in pubblico, e tendenzialmente ho difeso il suo operato rispetto ai critici non cattolici. GPII non l'ho amato troppo, ma lo stimavo. Una persona seria, che credeva in quello che faceva, che agiva per il bene della chiesa (anche sbagliando) e le cui parole corrispondevano ai suoi atti.

Con papa Benedetto mi sono trovato più i sintonia per le sue parole, il suo approccio critico e intellettualmente onesto verso le questioni importanti nella vita della chiesa, la sua mancanza totale di divismo e di culto della personalità, ma non ho mancato di criticare la debolezza del suo governo. Aveva poca forza, ma la direzione che ha dato alla chiesa era quella giusta.

Papa Francesco invece è completamente fuori strada. Ha soppresso competamente ogni dibattito e ogni voce critica, gestisce con metodi manipolatori la vita della chiesa. Finché pensava di avere dalla sua parte una maggioranza di vescovi progressisti ha invitato alla parresia, a parlare apertamente, e ha sminuito il ruolo magisteriale del vescovo di Roma, come per qualche tempo si è fatto chiamare pur di non dire mai la parola papa. Poi, quando si è accorto che c'era resistenza verso le sue sorprese e novità (come se la chiesa avesse bisogno delle sue idee geniali), ecco che le mormorazioni sono diventate la più grave sciagura della chiesa, peggiori delle persecuzioni dei cristiani di cui parla sempre in modo reticente e fuorviante. Ecco che adesso rilascia sconnesse dichiarazioni da bulletto teologico in cui usa il plurale maiestatico e il termine "magisteriale" come fosse una parola magica, riferita a sè stesso: «dopo questo magistero, dopo questo lungo cammino possiamo affermare con sicurezza e con autorità magisteriale che la riforma liturgica è irreversibile». come dire: adesso arriva Superpope, adesso ho usato la parolina magica e adesso mi obbedite tutti!


Il papa ha indubbiamente una funzione importante nella chiesa, stabilita e definita dal concilio Vaticano I. Ma questa funzione è limitata a preservare, confermare e trasmettere il deposito della fede. La Costituzione dogmatica sul primato papale “Pastor Aeternus” del concilio Vaticano I  afferma:“Lo Spirito Santo infatti, non è stato promesso ai successori di Pietro per rivelare, con la sua ispirazione, una nuova dottrina, ma per custodire con scrupolo e per far conoscere con fedeltà, con la sua assistenza, la rivelazione trasmessa dagli Apostoli, cioè il deposito della fede.”

Papa Francesco non sta confermando nessuno nella fede. Passa il tempo ad insultare i cristiani nelle sue omelie. Anziché predicare il vangelo si occupa di politica a livello tecnico, dicendo quali leggi devono essere approvate dal parlamento, indicando quali candidati vanno votati e quali no.  Convoca due sinodi sulla famiglia che non approvano ciò che lui ha cercato di imporre con metodi scorretti da politicante di bassa lega, e allora commssiona un'enciclica ad un ambiguo prete sudamericano, autore di un penoso libercolo sull'arte di baciare, e il papa fa inserire in una nota ciò che i vescovi non hanno approvato. Chieste spiegazioni  dice di non ricordarsi di avere messo delle note. Si rifiuta di dare ulteriori spiegazioni a chi gli chiede conto delle sue ambiguità.  In aereo rilascia interviste di cui il minimo che si può dire è che c'è da sperare che fosse ubriaco, come quando giustifica gli assassini di Charlie Hebdo dicendo che "è normale dare un pugno a chi offende la madre", oppure quando paragona i cristiani uccisi dagli islamici in Medio Oriente e altrove con i cattolici che uccidono la suocera e la Jhad alla predicazione del Vangelo. Ma si rende conto di cosa sta dicendo? Loda pubblicamente esponenti del partito radicale, promuove prelati che lodano esponenti del partito radicale. E' amico dei peggiori dittatori sudamericani. Nelle diocesi fa eleggere i peggiori candidati che rispecchiano le sue idee malsane, e l'elenco potrebbe continuare.

Ora, la situazione è troppo grave. Questo papa è l'uomo sbagliato nel posto sbagliato. Non è semplicemente un inetto (è anche questo), ma sta lavorando per dare alla chiesa una forma corrispondente alle sue idee sbagliate. e non si fa scrupoli per raggiungere l'obiettivo. Vuole trasformare la chiesa di Cristo nella Chiesa di Francesco.

Parlare con parresia del papa e della chiesa è un dovere.



sabato 26 agosto 2017

Maometto radicale e musulmani moderati

Nel post precedente ho parlato delle vere motivazioni che spingono un giovane musulmano a diventare un martire di Allah, che secondo la definizione coranica è colui che uccide ed è ucciso mentre combatte gli infedeli. Costui va diritto in paradiso, anche se nella sua vita prima del martirio ha infranto tutte le regole di Allah e del profeta. I dirottatori delle torri gemelle prima dell'attentato hanno bevuto e si sono dati ai divertimenti del corrotto occidente, perché sarebbero andati comunque in paradiso.

Motivazioni che non vengono mai approfondite nei media, e che le dichiarazioni dei politici offuscano costantemente. Anche papa Francesco, nelle sue reticenti dichiarazioni, parla di violenza cieca e si guarda bene dal collegarla con l'islam. Eppure è la lettura del Corano e l'esempio del profeta che spinge questi giovani a diventare martiri di Allah. Non è una lettura particolarmente estremistica, è solo una interpretazione letterale e storica, nel senso che il giovane legge il Corano, legge la vita di Maometto e agisce come avrebbe agito un guerrriero di Maometto (o dei califfi ben guidati) nel VII  secolo, all'epoca d'oro dell'espansione dell'islam.

Ma i musulmani odierni, la massa dei musulmani pacifici, cosa ne pensa?
Occorre distinguere i musulmani "laici" dall'islam e dai loro imam. In occidente gli imam presentano agli infedeli un islam che non esiste nella realtà, cioè edulcorano e mistificano sitematicamente gli episodi della vita di Maometto che hanno ispirato i martiri.Nei paesi islamici invece è più facile vedere l'islam all'opera per quello che è. Qual è la differenza fra le leggi dell'isis e quelle dell'Arabia Saudita? Nessuna. Le leggi sono le stesse, l'ethos è il medesimo. La differenza è che in AS l'islam è perfetto, imposto dalla legge, sancito dallo stato, e accettato dalla comunità internazionale. Nell'isis (o in ciò che resta o voleva diventare) lo stato islamico era ancora da imporre con la forza, come fece Maometto a suo tempo quando impose l'islam in Arabia.

I martiri terrorizzano? Anche Maometto terrorizzava
I martiri uccidono senza pietà? Anche Maometto uccideva senza pietà.

In un'occasione il profeta  ha partecipato allo sgozzamento preventivo di 900 ebrei a Medina che temeva potessero minare il suo potere. Le donne schiavizzate e violentate, i bambini pure schiavizzati. Lo schiavismo è una costante nella storia dell'islam, rispetto al quale lo schiavismo europeo impallidisce (e peraltro, da chi li compravano gli schiavi gli europei?), anche perché lo schiavismo è sancito dal Corano e dall'esempio di Maometto, quindi buono.

Si potrebbe continuare con gli esempi negativi tratti dalla vita di Maometto e dal Corano, strettamente correlati.

Ma il punto a cui volevo arrivare è un altro: Se l'islam è violento, perché non tutti i musulmani lo sono?

Non tutti i musulmani conoscono a fondo l'islam. Il Corano, per fortuna, è in arabo classico che quasi nessuno capisce.  I più pacifici prendono solo quello che sembra loro più utile, e trascurano le parti violente. Altri non hanno voglia di lottare per l'islam, anche se in cuor loro auspicano che prima o poi l'islam domini la società. Purtroppo nei paesi musulmani, tutte le volte che è stata data ai popoli la possibilità di esprimersi, ha prevalso la voce dell'islam, cioè della supremazia del musulmano sul non musulmano. Le primavere arabe ne sono la dimostrazione.

Torniamo al punto iniziale,  La religione islamica è basata sull'esempio di Maometto, che oggi sarebbe immediatamente classificato come terrorista. Le dottrine islamiche sono confuse e contraddittorie. L'unica cosa in cui l'islam riesce bene è nella propaganda e nel convincere i propria adepti, educati fin da piccoli, che l'islam è la sola vera religione, che è peccato criticarla e che il cristianesimo non va neanche preso in considerazione.

I cristiani dovrebbero fare lo sforzo di studiare l'islam imparare a rispondere alle obiezioni islamiche (sono sempre le stesse e molto banali) e a controbattere alle dottrine islamiche e alla vita di Maometto. Non devono dare retta a papa Francesco, ai vescovi a lui allineati e ai tanti politici e intellettuali che presentano l'islam come religione pacifica che si evolverà naturalmente verso la pace e la tolleranza. Non è così, poiché ha come modello perfetto Maometto, le cui gesta sono le stesse di coloro che sono in guerra perpetua con gli infedeli.

Qual è l'obiezione classica e politicamente corretta? Anche la Bibbia è violenta, nell'Antico Testamento ci sono episodi di distruzione di città e massacri.
La risposta è semplice: prima di tutto ciò non toglie che il Corano sia violento, ma soprattutto gli episodi del popolo di Israele sono storicizzati e riferiti a quel momento particolare. E' la guerra presso quelle civiltà antiche, non sono esemplari. Mosè o Giosuè non sono esempi di vita, neppure per gli ebrei. Sono uomini di cui Dio si è servito, non modelli da seguire.  La Bibbia riporta le storie di Israele e ne dà un'interprezione religiosa e provvidenziale, cioè che Dio guidava il suo popolo. In nessun modo le gesta degli antichi ebrei sono un modello assoluto da ripetere in ogni tempo. Non lo fanno gli ebrei e tantomeno i cristiani.

Il Corano invece è legge eterna, e soprattutto Maometto è il modello perfetto. Questo sfugge a molti occidentali: Maometto è perfetto, è da imitare. Se Maometto ordina di uccidere con l'inganno la poetessa che fa satira su di lui, allora i terroristi possono giustamente uccidere i vignettisti che fanno satira su Maometto. Se Maometto sgozza gli infedeli che non si sottomettono all'islam, allora anche gli jahdisti possono farlo. Se Maometto, su comando di Allah nel Corano, ordina di amputare gli arti, accecare e crocifiggere, allora i guerrieri dell'isis che si ispirano al modello perfetto e al libro indefettibile possono amputare, accecare e crocifiggere. Ed è quello che fanno.

I musulmani moderati, brave persone, prendono ciò che vogliono dall'islam per vivere in pace. I musulmani che invece leggono tutto il Corano e prendono sul serio la vita di Maometto finiscono per fare la guerra. I musulmani moderati criticano i "radicali" perché di fatto imitano Maometto, ma non osano, non vogliono criticare Maometto. Se lo facessero crollerebbe la religione. Preferiscono mentire  (a se stessi?) e agli altri dicendo che Maometto era pacifico, misericordioso, gentile, pieno di qualità umane. Le fonti originali (islamiche) ci danno però un quadro diverso, più vicino all'islam dei "martiri".

Purtroppo chi dovrebbe aiutare i musulmani a guardare con occhio critico alla propria religione non lo fa. Preferisce parlare di ponti, di ciò che unisce, di quanto è gentile Maometto e quanto è misericordioso Allah, quanto è saggio e poetico il Corano. Invece di dire la verità e rendere libero chi è schiavo, gli si oliano le catene per non dargli dispiaceri con verità scomode, sperando che si evolva da sè. Ma ciò non avverrà mai, se nessuno ha il coraggio di dire la verità su Maometto e sul Corano. E la cosa grave è che sono i "pastori" i primi a dare questa controtestimonianza cristiana e civile.

sabato 19 agosto 2017

Non terroristi, ma martiri

Il terrorismo islamico è una realtà anche in occidente: dove ci sono comunità di musulmani, una parte di loro decide di porre fine alla propria vita morendo in un attacco suicida. Perché lo fanno?

Spesso questi musulmani hanno condotto una vita non in linea con i precetti dell'islam: si divertono, fanno uso di droghe, conducono una vita promiscua. Sono cattivi musulmani.
Hanno però una cosa chiara: l'islam è la vera religione, i precetti di Allah e del suo messaggero sono da rispettare e la ricompensa per una vita di sottomissione alla legge di Allah è il paradiso. Si può essere cattivi musulmani (come si può essere cattivi cristiani o cattivi ebrei) però allo stesso tempo credere che la propria religione sia perfetta e andrebbe seguita.

Perché allora si danno al terrorismo e si suicidono compiendo attentati, posto che il suicidio è proibito dall'Islam?

Dal loro punto di vista non è suicidio, pur essendo sicuri che moriranno nell'azione.

Vorrei elencare di seguito quali sono i passaggi logici di uno che muore uccidendo infedeli. Anticipo che il martirio islamico è la via maestra per arrivare in paradiso. Anticipo anche che il martirio islamico, a parte il nome, non ha niente in comune con il martirio in senso cristiano.

Così ragiona un islamico che sceglie la via del martirio:
  1. L'islam è la vera religione, la sharia, cioè la legge di Allah, è data agli uomini come via e percorso verso il paradiso, di cui ne è la ricompensa.
  2.  La sharia è estremamente difficile da seguire, prevede molti precetti concepiti nel VII secolo e una società organizzata per seguirla. E' un sistema totalitario, bisogna essere come minimo in Arabia Saudita per poterlo seguire oggi, di certo non in Europa o in un paese non islamico. Pregare 5 volte al giorno, donne velate e sotto tutela, prescrizioni alimentari, paranoia generalizzata, polizia religiosa... forse in una società così, talmente retrograda da creare l'atmosfera dell'Arabia nel VII e VIII secolo (per i musulmani l'età dell'oro), è possibile essere buoni musulmani.
  3. Ora, chi non compie questi precetti è un cattivo musulmano. I cattivi musulmani provocano l'ira di Allah, che è tremenda. Non solo gli infedeli andranno all'inferno, che nel Corano è presente in ogni pagina, ma anche gli "ipocriti", cioè i musulmani che non rispettano i precetti di Allah. I musulmani hanno di Allah un terrore reale. Non è un padre, ma un tiranno che scaglia e maledice chi non segue i suoi precetti. Allah è misericordioso con chi segue i precetti suoi e del suo messaggero, ma odia chi non li segue, cioè odia tutti i non musulmani e i musulmani che non seguono i precetti. E' un punto di fondamentale differenza con la rivelazione ebraico-cristiana.
  4. Un giovane musulmano europeo è consapevole che andrà all'inferno. La sua vita, che scimmiotta la vacuità dei suoi coetanei occidentali, non porta a nulla. Non è un buon musulmano, vorrebbe esserlo, ma non potrà mai diventarlo.
  5. C'è una via d'uscita. Il martirio. Nell'islam chi muore in battaglia è sicuro che andrà in paradiso. Tutti i peccati e le trasgressioni sono immediatamente cancellati,
  6. Il Corano dice che darà una grande ricompensa a chi combatte per la causa di Allah, a chi uccide ed è ucciso ((9,111). Il martire musulmano non è un testimone della fede che si rifiuta di abiurare e viene ucciso per questo, ma è un combattente che muore uccidendo infedeli. 
  7. Chi sono gli infedeli? tutti i non musulmani e soprattutto i non musulmani che non si sottomettono all'islam. L'islam prevede tre categorie di uomini: i musulmani, cioè la razza padrona, i dhimmi, cioè la gente del libro, cristiani e ebrei sottomessi ed umiliati che pagano il pizzo mafioso per la "protezione", cioè diritti limitati e vita come cittadini di serie B da sfruttare economicamente, i non musulmani di qualunque tipo che non si sono sottomessi e contro il quali i musulmani sono in dovere di guerra perenne. 
  8. Morire mentre si uccidono questi ultimi è un merito che Allah ricompenserà con il paradiso, anche se nella vita precedente ci si è dati ai piaceri non in linea con la legge di Allah.
  9. Ammazzare infedeli mettendo in conto di morire nell'azione non si tratta dunque di "violenza cieca", come ripete Bergoglio dopo ogni attentato, contribuendo all'offuscamento e all'incomprensione dei motivi per cui tanti musulmani si votano al martirio. Il fatto che giovani musulmani offrano senza rimpianti a propria vita in sacrificio ad Allah e al suo profeta, seguendo l'insegnamento e l'esempio di vita di Maometto, per gettare nel terrore e nella paura gli infedeli e i loro stati, e ucciderne il maggior numero, è la via maestra per il paradiso. 
E gli altri musulmani? I moderati, i pacifici?
Una cosa è l'islam, un'altra i musulmani.  Ne scriverò in seguito.


giovedì 17 agosto 2017

Papa Francesco e l'avvenire della Chiesa

Sembra che papa Francesco abbia dichiarato che "l'avvenire della chiesa è più intorno alla parola di Dio che intorno all’eucarestia", e questa affermazione sta disturbando molti cattolici.
Io in proposito ho dei sentimenti contrastanti, e spiego perché:

  • Innanzitutto osservo che Bergoglio, nella sua incertezza teologica (per usare un eufemismo), come al solito si contraddice. Da un lato si atteggia a paladino del concilio Vaticano II, dall'altro la sua affermazione va contro una delle più celebri sentenze conciliari, e cioè che l'eucarestia è fonte e culmine della vita cristiana.
  • Il suo alter ego, il generale dei gesuiti Sosa, che è un clone di Bergoglio solo più snob e probabilmente un po' più istruito (e quindi articola meglio i suoi errori), ha detto che le parole di Gesù sono del tutto opinabili perché all'epoca non c'era il registratore.
  • In realtà l'affermazione di Francesco, intesa in senso cronologico e missionario, non sarebbe di per sè erronea, peccato che il papa l'abbia vanificata con le sue precedenti esternazioni. La fede nasce dall'ascolto della Parola, è vero che il primo passo da fare è l'evangelizzazione, cioè la predicazione del Vangelo, cioè della Parola. Bergoglio però ha detto più volte che il proselitismo è stupido e ha anche affermato che il mandato di Cristo di andare per il mondo, predicare e battezzare, può essere paragonato alla guerra santa che Maometto ha comandato ai suoi adepti. Ci si chiede allora: a quale parola pensa il papa ?
  • L'altro errore di Bergoglio è di contrapporre parola di Dio ed Eucarestia. Sono due mezzi di salvezza, non ha senso sminuire l'uno o l'altro. La Chiesa non ha mai contrapposto Vangelo e Sacramenti. Il papa deve smetterla di atteggiarsi a profeta che trova soluzioni nuove e sorprese ispirate dallo spirito. E' evidente che non ha nessun carisma di quel tipo. 
  • Il compito del papa non è quello di tirare fuori conigli dai cilindri, ma quello di costuire una remora contro le deviazioni della chiesa. Il papa non è un profeta, il ministero di Pietro è di confermare nella fede, non rinnovarla. Il ministero di Paolo (e il papa è successore anche di Paolo) è di trasmettere ciò che lui stesso ha ricevuto, cioè la fede apostolica. Ora, il problema che mi pongo è: che cosa ha ricevuto Jorge Mario Bergoglio?





mercoledì 16 agosto 2017

Evangelici e cattolici: Islam e missione

Di recente ho scoperto una serie di video su Youtube, fatti da evangelici americani, su islam e cristianesimo.

In particolare ho seguito alcuni dibattiti tenuti da un cristiano evangelico americano, David Wood, che si confronta con imam e teologi islamici sui punti di differenza fondamentali fra religione musulmana e cristianesimo.Sono rimasto molto colpito dalla competenza e dalla serietà di questo evangelico, dalla storia personale molto interessante, che dibatte e discute in maniera forte ma fondamentalmente rispettosa con la controparte islamica. I musulmani che dibattono con lui, ancorché preparati secondo i canoni dell'islam, a mio parere perdono sistematicamente.

E' interessante notare che il Corano e Maometto si pongono come antitesi del Vangelo e di Gesù Cristo. Non è un punto di vista diverso, è il contrario. Non è che col tempo, evolvendosi e purificandosi dagli estremisti (e per papa Francesco anche il cristianesimo ha i suoi terroristi che impediscono il "dialogo"), l'islam arriverà a dire le stesse cose del cristianesimo, e che il Corano e il Vangelo  (o la Bibbia) dicano circa la stessa cosa.

Il Corano riporta in modo approssimativo il Vangelo, ma ne sa abbastanza per negarne i punti fondamentali, cioà l'incarnazione del Verbo, sostituita dalla discesa  Corano come Verbo eterno  e increato di Allah fattosi libro, e la redenzione, sostituita da Maometto con la beffarda sostituzione di Gesù sulla croce che avrebbe fatto Allah con Giuda, ingannando anche i primi discepoli, e dalla autoesaltazione di Maometto stesso, che si presenta come guida e modello dei credenti.

A questo sono da aggiungere le molte contraddizioni, ambiguità e assurdità presenti nel Corano che David Wood ha studiato con serietà, andando alle fonti antiche e non alle versioni edulcorate che i propagandisti islamici e gli studiosi occidentali politically correct hanno fatto e stanno facendo dell'islam.

Questo ad esempio è il primo di una serie, di pochi minuti ciascuno, su perché un cristiano dovrebbe studiare l'islam (oltre a naturalmente la propria fede, per saperne dare le ragioni, come scritto nella Prima Lettera di Pietro) e su quali sono le basi dell'islam:



Ma non è sui contenuti che mi voglio soffermare, ma su un altro punto, e cioè la differenza fra evangelici e cattolici. I primi evangelizzano, i secondi dialogano.

Cosa dice il papa a proposito di una delle questioni  più rilevanti dell'islam, cioè la Jhad, vale a dire i dovere di conquista e lotta per la diffusione e la supremazia dell'islam?
"L’idea di conquista è inerente all’anima dell’islam, è vero. Ma si potrebbe interpretare, con la stessa idea di conquista, la fine del vangelo di Matteo, dove Gesù invia i suoi discepoli in tutte le nazioni"

Cioè per papa Francesco il comando evangelico  e la spada dell'islam sono circa la stessa cosa.

E nella sua "Esortazione Apostolica" Evangelii Gaudium Bergoglio aveva affermato, contraddicendo le fonti originali dell'Islam (il corano, gli hadit e le vite di Maometto) che:
" il vero Islam e un’adeguata interpretazione del Corano si oppongono ad ogni violenza"

Siamo alle solite: il papa, nella sua estrema superficialità e incompetenza, sia dell'islam che del cristianesimo, degrada la missione cristiana a violenza, e allo stesso tempo esalta l'islam, che è la negazione stessa del Vangelo e del cristianesimo.

Da questo punto di vista sono meglio gli evangelici. Almeno sono cristiani. Almeno credono nel Vangelo. Almeno sono persone serie che si mettono a studiare l'islam e che sanno di cosa parlano.